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Disabilità e campeggio: l’outdoor è per tutti?

L’esperienza del campeggio si adatta facilmente alle esigenze e ai desideri di quasi tutti, dalle famiglie con bambini agli avventurieri solitari, dalle coppie romantiche a gruppi di amici in cerca di avventura. Questo perché il mondo outdoor offre molto più delle tradizionali tende e picchetti: basti pensare ai suggestivi glamping immersi nella natura più incontaminata. Tuttavia, in mezzo a questa varietà di offerte, è normale interrogarsi se questa forma di vacanza sia realmente inclusiva.

Pitchup.com si è fatta la stessa domanda e, in collaborazione con Purple Goat, agenzia di marketing leader nel settore della disability, ha condotto uno studio* per comprendere meglio la percezione delle persone con disabilità riguardo all’esperienza di vacanza all’aperto.

L’obiettivo della ricerca era quello di identificare le sfide affrontate dalle persone con disabilità quando cercano una sistemazione per vacanze in campeggio e individuare potenziali aree di crescita e sviluppo per le strutture di camping, in modo da favorire un servizio accessibile a tutti.

Di seguito principali risultati dello studio, insieme a alcune delle strategie adottate da Pitchup.com per rendere l’esperienza di campeggio ancora più inclusiva.

Come primo dato è emerso che i fattori che influenzano maggiormente la scelta del luogo di soggiorno per le persone con disabilità sono: il costo, indicato dal 65% dei partecipanti; la location, con il 60% di voti; le strutture e i servizi, indicati da circa la metà degli intervistati; l’accessibilità, che rappresenta un fattore significativo per il 45% degli individui; e, infine, le recensioni, rilevanti per il 18% dei rispondenti. 

E’ davvero interessante notare come le percezioni riguardo alle esperienze di camping da parte delle persone con disabilità differiscono tra chi le ha provate e chi no: il 44% di non-campers crede che le vacanze outdoor siano inaccessibili, mentre solo il 16% dei campers concorda con questa visione. Quando poi è stato chiesto ai non-campers se la preoccupazione per l’accessibilità avesse influenzato la loro decisione di non andare in campeggio, l’83% ha risposto di sì. 

I campers partecipanti al sondaggio hanno anche indicato le difficoltà più frequenti incontrate durante le loro esperienze outdoor, tra cui: la presenza di scale e rampe, servizi igienici non idonei, mancanza di assistenza, problematiche nella comunicazione e sovraccarico sensoriale. Per questo motivo, Pitchup.com ha redatto una guida con alcuni pratici consigli su come rendere più accessibile l’esperienza camping. 

Ecco alcuni dei suggerimenti da tenere a mente: accogliere gli ospiti con un dettagliato tour della struttura e un’overview di tutti i servizi offerti; accogliere tutti i cani di assistenza, in quanto fondamentali per i loro padroni; assicurarsi che lo staff sia competente nelle procedure di primo soccorso e di evacuazione, ma soprattutto pronto ad accogliere persone con disabilità; garantire posti auto larghi almeno 2.4 m su terreno pianeggiante e posizionati vicino all’ingresso; fornire mappe e indicazioni chiare della struttura; offrire spazi tranquilli immersi nella natura per rilassarsi; mettere a disposizione posti a sedere regolari nella struttura per riposarsi; utilizzare colori contrastanti sulle superfici per assistere gli ospiti non vedenti o ipovedenti; e, infine, ascoltare i feedback dei clienti per migliorare la customer experience.

Pitchup.com ha inoltre indagato come semplificare la ricerca e la prenotazione di alloggi all’aperto per le persone con disabilità. Il 39% degli intervistati ha dichiarato che la presenza di foto delle caratteristiche di accessibilità e le recensioni degli utenti migliorerebbe significativamente la loro esperienza di ricerca e prenotazione. Mentre tra i filtri più richiesti, quello relativo all’illuminazione dei percorsi nelle strutture ha ottenuto il 66% dei consensi. 

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