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Grazie a chip neurali un paziente paralizzato muove un braccio robotico con il pensiero

Un paziente californiano di 34 anni Erik Sort paralizzato da 13 anni a partire dal collo a causa di un pesante incidente alla schiena, è riuscito attraverso il pensiero a muovere un braccio robotico e a bere un boccale di birra in completa autonomia. La sperimentazione, che promette nuove frontiere per la riabilitazione e lo stile di vita di pazienti paralizzati, è avvenuta in California presso il California Institute of Technology, Caltech e Rancho Los Amigos National Rehabilitation Center, diretto dal Professore di Neuroscienze Richard Andersen. I chirurghi hanno impiantato micro chip con 96 elettrodi in due parti della corteccia parietale di Erik Sorto. Il paziente paralizzato, immaginando un determinato movimento, ha messo in collegamento cento cellule cerebrali con gli elettrodi, che hanno poi trasmesso l’impulso del movimento al braccio robotico. Ci sono volute settimane di sperimentazione sotto il controllo dei medici del centro californiano e poi due anni per perfezionare il movimento del braccio robotico con il solo pensiero. La sperimentazione è ancora in fase iniziale e l’obiettivo è il controllo sempre più preciso dei movimenti, ma è significativo lo scenario che si apre per i pazienti paralizzati. 

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