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Quando chirurgia tradizionale e chirurgia endovascolare sono sinergiche

L’unione tra la chirurgia vascolare tradizionale e le tecniche endovascolari mini-invasive permette di intervenire con successo anche nei casi con diagnosi cliniche particolarmente complesse, come il caso di una paziente 72enne operata dall’equipe chirurgica guidata da Franco Ragni, direttore della UOC Chirurgia Vascolare. La signora era stata ricoverata per occlusione cronica di tutti i vasi diretti agli organi addominali e un grosso aneurisma dell’aorta toraco-addominale per la cui risoluzione è stato necessario sottoporla ad un delicato intervento che si è svolto in due fasi. Nella prima fase, la paziente è stata sottoposta a un intervento di bypass multipli tra l’aorta e i vasi addominali, che ha visto impegnato in sala operatoria per ben sette ore, un’equipe composta da tre chirurghi vascolari, Franco Ragni, Antonio Bozzani e Vittorio Arici, due anestesisti, Giulia Ticozzelli e Debora Sportiello, due specializzande in formazione, Monica Rota e Rosa Rossini, due strumentisti, Elena Pozzati e Andrea Testa, tre infermieri di sala, Ivan De Salvatore, Paola Oggero, Michele Luca. Cinque giorni dopo, la medesima equipe chirurgica e anestesiologica, insieme alla strumentista Elena Pozzati e agli infermieri di sala, Aiello D’Ambrosio e Michele Luca, ha concluso la seconda fase dell’intervento con il posizionamento di un’endoprotesi dell’aorta toraco addominale. Non è la prima volta che questo intervento viene realizzato al San Matteo, ma è la rarità dell’evento, con un’incidenza di un caso l’anno, a rendere peculiari operazioni come quella portata a termine dall’equipe guidata da Franco Ragni.

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