Busca: oltre 500 cittadini abilitati al Dae grazie al progetto “Una città cardioprotetta”

Oltre cinquecento persone abilitate all’uso del defibrillatore automatico esterno su una popolazione di diecimila abitanti è una percentuale che fa di Busca un esempio a livello nazionale. E’ il frutto del progetto “Persone di cuore. Busca città cardioprotetta” in continuo progresso, voluto dal Comune, insieme con la Cri di Busca, e avviato nel 2016. Esso si rinnova ogni volta che si svolgono i corsi periodici rivolti a tutti per far apprendere le principali manovre salva-vita e l’utilizzo del defibrillatore automatico esterno.
Il progetto si completa con la realizzazione di una rete assai fitta di postazioni Dae, le quali sono di pubblico utilizzo, pronte all’uso per chiunque in qualunque momento, non come nella maggior parte degli altri casi in Italia chiuse in teca e in luoghi non aperti a tutti. La buona riuscita dell’impresa è dovuto allo spirito di collaborazione e alla capacità di mettersi in gioco dimostrato dai buschesi, cui va il merito e il ringraziamento degli ideatori. Da due anni la Città, divenuta perciò punto di riferimento in fatto di prevenzione, organizza un meeting sul tema, il secondo dei quali si è tenuto oggi, sabato, 24 novembre, al Teatro Civico con il titolo “Una città cardioprotetta 2: life support” con una grande affluenza di pubblico. Svolto con il patrocinio degli ordini professionali dei medici e degli infermieri, della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, dell’Asl CN1, il convegno è stato introdotto dal consigliere comunale ideatore del progetto, Jacopo Giamello, cui hanno fatto seguito gli interventi dei relatori specializzati sui temi della defibrillazione precoce e dei programmi di public access defibrillation, con una particolare attenzione anche ai temi etici che si presentano in queste situazioni, in riferimento alla recente legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento.
“In Italia – ha fatto notare consigliere comunale ideatore del progetto Jacopo Giamello nella sua introduzione – in un anno, secondo l’ultimo report annual, a causa di un incendio sono morte 143 persone e per far fronte, giustamente, a questo pericolo, la legge prevede che siano collocati molti estintori all’interno degli edifici pubblici e privati.
Sempre in Italia ogni anno 55mila persone muoiono a causa di una patologia cardiaca acuta, più di un evento ogni 10 minuti. Tuttavia i defibrillatori automatici esterni che molto potrebbero fare per queste persone hanno una diffusione enormemente minore degli estintori”. Un dato che fa pensare e che a Busca ha portato alla creazione del progetto che potrebbe e dovrebbe essere seguito ovunque.

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