6 trapianti di organo in 5 giorni al Bambino Gesù di Roma

Due trapianti di rene, tre di fegato e uno di cuore. In tutto, 6 trapianti di organo che hanno cambiato la vita ad altrettanti bambini in lista di attesa. È il frutto dell’intensa attività trapiantologica effettuata in 5 giorni dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Numeri particolarmente alti anche per una struttura come il Bambino Gesù, unico ospedale pediatrico europeo dove si effettua ogni tipo di trapianto oggi esistente: 324 solo nel 2018.

Il 7 luglio è stato seguito il primo trapianto di rene da donatore pediatrico su una bambina affetta da displasia renale bilaterale. Il 9 luglio sono stati effettuati un altro trapianto di rene su un piccolo di 4 anni che era in lista per un’uropatia malformativa, uno di fegato su una piccola affetta da atresia delle vie biliari e uno di cuore su un paziente seguito fin dalla nascita dall’Ospedale a causa del suo cuore univentricolare e alla stenosi polmonare. 

L’11 luglio sono stati realizzati altri due trapianti di fegato, stavolta da donatori adulti e con tecnica split liver, impiantati rispettivamente su un neonato di pochi mesi e su un bambino di 6 anni, affetti da atresia delle vie biliari uno e da difetto congenito del metabolismo biliare l’altro.

I trapianti hanno richiesto un monte ore complessivo superiore alle 80 ore. Gli interventi sono tutti riusciti e i pazienti sono in fase di decorso post operatorio. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di tutto il personale dell’Ospedale e all’efficienza della rete trapianti regionale e nazionale. I trapianti sono stati realizzati con organi prelevati da 4 diversi donatori localizzati in 4 diverse Regioni italiane.

Solo nel 2018 presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono stati effettuati 65 trapianti di organo: 28 di rene, 27 di fegato, 9 di cuore e 1 di polmone. Trapianti che salgono a 324 contando anche quelli di cellule e tessuti.

«Ci tengo particolarmente a ringraziare tutti quei genitori e quelle famiglie che, nonostante il dolore della perdita, fanno sì che altre giovani vite possano essere salvate – commenta la presidente dell’Ospedale, Mariella Enoc – Senza la loro incondizionata generosità nulla di quanto fatto sarebbe stato possibile. Un encomio particolare va anche alla professionalità di tutto il personale medico, infermieristico e alla stretta collaborazione con gli altri servizi dell’ospedale e con le Istituzioni preposte. Operazioni così lunghe e complesse richiedono infatti un sistema organizzativo e logistico collaudato ed efficiente».

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