È in versione interamente digitale, e ricca di ospiti nazionali e internazionali, questa dodicesima edizione della Conferenza Mondiale Science for Peace and Health che, a partire da quest’anno, introduce la salute come indicatore di benessere sociale da cui deriva l’importanza fondamentale della ricerca scientifica come strumento per migliorare la qualità stessa della vita.
Lo studio realizzato per Fondazione Umberto Veronesi da Giovanni Fattore, Professore di Economia Sanitaria dell’Università Bocconi mette in luce come i 33,5 milioni di euro investiti dalla Fondazione in ricerca sanitaria durante il periodo 2013-2018 abbiano prodotto circa 15,4 milioni di Euro di effetti indiretti sul reddito mentre, in termini occupazionali, l’effetto sarebbe di circa 67 unità per anno. Si parla di un ritorno del 40% se vengono considerati gli effetti sul reddito e di circa il 10% se vengono considerati solamente gli effetti di ordine
sanitario1: sono rendimenti importanti che confermano il valore economico della ricerca, soprattutto in un
Paese che investe appena l’1,43% del PIL a fronte di una raccomandazione
di investimenti in ricerca pari al 3% del PIL2 avanzata dall’Unione Europea. Va inoltre ricordato che la ricerca proietta gli investimenti verso bisogni prioritari per lo sviluppo umano, un tema molto attuale in questo contesto economico che vede nell’impatto sul benessere sociale un fattore premiante.
Paolo Veronesi, Presidente di Fondazione Umberto Veronesi, afferma:
“In un anno segnato profondamente dalla pandemia ci muoviamo ancor più nella convinzione che la medicina del futuro debba coniugare ricerca d’avanguardia, attività di cura centrate sulla persona e proposte finalizzate a migliorare la società in cui viviamo. E certamente una scienza che agisce verso il bene comune ha il dovere morale di prendere in esame due tecnologie consacrate a cambiare in maniera significativa il mondo in cui viviamo: l’intelligenza artificiale e il gene editing.”
Alberto Martinelli, Vicepresidente di Science for Peace and Health, dice:
“Un’edizione importante quella di quest’anno perché pone l’attenzione su conoscenze scientifiche e tecniche rivoluzionarie, l’intelligenza artificiale e il gene editing, sulle grandi opportunità e gli altrettanto grandi rischi che comportano. Ecco le vertigini della scienza, che ci rivelano di essere arrivati molto in alto nel conoscere e nel trasformare la realtà ma, anche, di essere a rischio di caduta nel preservare diritti umani e regole democratiche.”
Oltre a offrire un focus sull’emergenza sanitaria legata al Covid-19, la Conferenza dedica la sei giorni in streaming alle più recenti scoperte scientifiche e alle loro applicazioni, quali il Gene Editing e l’Intelligenza Artificiale, che si intersecano oggi in maniera indissolubile a questioni etiche non più eludibili.
Promossa e organizzata da Fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con l’Università Bocconi, la Conferenza sarà trasmessa in streaming su science.fondazioneveronesi.it e sui canali social della Fondazione dal 9 al 13 novembre dalle 18 alle 19:30 e il 14 novembre dalle 10:30 alle 12, con un ricco palinsesto che indaga gli ambiti su cui influiscono Intelligenza Artificiale e Gene editing: Libertà e Controllo il 9 novembre, Società e Lavoro il 10, Risorse e Sostenibilità l’11, DNA e Virus il 12, Progresso ed Etica il 13, Impegno e Ricerca in chiusura il 14 novembre.
Qualche dato di questa nuova edizione: più di 30 i relatori provenienti dal mondo scientifico, accademico e culturale tra cui Andrea Crisanti, Ilaria
Capua, Walter Ricciardi, Telmo Pievani, Barbara Mazzolai, Tito Boeri, Carlo Alberto Redi; il reading di Giuseppe Pambieri, attore di teatro, tv e cinema nonché regista e doppiatore, dedicato al valore della scienza e basato sul testo del Premio Nobel Richard Feynman del 1955; l’Art for Peace Award, consegnato da Denis Curti allo scrittore statunitense Joshua Cohen, autore del monumentale Il Libro dei numeri, definito un’epica dell’era della rete; il Commissario Europeo all’Economia Paolo Gentiloni; il Senatore a vita Renzo Piano; il Sindaco di Milano Giuseppe Sala; il Vicepresidente e Assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia Fabrizio Sala; il Rettore dell’Università Bocconi, Gianmario Verona.
E ancora: Il reading di Giuseppe Pambieri “Il valore della scienza” discorso tenuto dal premio Nobel Richard P. Feynman nel 1955. Il famoso attore lombardo dà voce, nel suo intervento, al vibrante scritto del Premio Nobel Feynman, una riflessione sul ruolo che lo scienziato è chiamato ad assumere all’interno della società civile: “Il primo elemento a favore del valore della scienza è familiare a tutti. Il sapere scientifico ci permette di fare, di fabbricare, moltissime cose: se sono cose buone non è soltanto merito della scienza ovviamente, ma anche di una nostra scelta morale. La conoscenza scientifica è il potere di fare bene o male, ma non contiene istruzioni per l’uso. È un potere il cui valore è ovvio, anche se può essere smentito da ciò che ne facciamo. Ho imparato ad esprimere questo comune problema umano durante un viaggio a Honolulu. In un tempio buddista dell’isola, l’addetto diede ai turisti alcune informazioni sulla religione buddista e concluse aggiungendo qualcosa che – disse – non avremmo mai dimenticato. Era un proverbio buddista: “A ogni uomo viene data la chiave delle porte del paradiso; la stessa chiave apre le porte dell’inferno”.
Art for Peace Award 2020. Quest’anno sarà consegnato allo scrittore Joshua Cohen, autore de “Il libro dei numeri” per Codice Edizioni. Quando Joshua Cohen, scrittore newyorkese fallito, viene contattato da Joshua Cohen, il misterioso fondatore della più importante azienda tecnologica del mondo, affinché gli faccia da ghostwriter per la sua autobiografia, non sa che l’impresa in cui sta per imbarcarsi lo renderà una pedina in un gioco molto più grande di quanto immagini. Dagli albori di internet all’11/09, passando per la Shoah, il Vietnam e l’avvento dei social network, il racconto dei due Joshua si intreccia in un alternarsi di geniali invenzioni e cocenti sconfitte, amicizie incrollabili e amori infelici, per diventare uno specchio duplice della vita ai tempi della rivoluzione digitale. “Quasi inevitabile quest’anno riconoscere il premio a uno scrittore che ha indagato in maniera potente la rivoluzione nella quale stiamo tuttora vivendo, quella innestata da internet e dai social network guidati dagli algoritmi” – afferma Denis Curti, Presidente, Comitato Artistico Fondazione Umberto Veronesi – “Un dibattito attualissimo, come dimostra anche il recente docufilm The Social dilemma, che ci chiede di essere tutti un po’ più consapevoli e attenti: abbiamo grande libertà ma dobbiamo saperla usare e gestire molto bene”.


