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Uno studio per valutare il posizionamento dei pazienti con tumore prostatico sottoposti a radioterapia

CO-WIMBO è il nome dello studio attivato all’interno del DAIRI, il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione diretto da Antonio Maconi, per valutare la riproducibilità del posizionamento dei pazienti affetti da tumore prostatico seguiti dalla struttura di Radioterapia Oncologica, diretta da Laura Berretta, dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

Il cancro alla prostata è il secondo tumore più comunemente diagnosticato negli uomini e in Italia rappresenta la prima forma di neoplasia maschile. L’approccio terapeutico comprende la chirurgia o la radioterapia.

Quest’ultimo, e in particolare l’uso della radioterapia stereotassica corporea, sta riscuotendo un crescente interesse, essendo un’innovativa tecnica radioterapica non invasiva che permette di inviare una elevata dose di radiazioni direttamente sul volume tumorale con estrema accuratezza e precisione, provocando la morte cellulare.

La struttura di Radioterapia Oncologica dispone di un acceleratore lineare dotato di un lettino motorizzato integrato per il trattamento capace di traslare e ruotare sui tre assi per irradiare efficacemente il bersaglio.

Il posizionamento/immobilizzazione del paziente in trattamento radioterapico avviene in tomografia computerizzata di centraggio e viene replicata in tutti i trattamenti. La posizione deve essere confortevole, riproducibile e tale da non interferire con l’orientamento dei fasci di irradiazione.

Indispensabili, dal momento che le dosi utilizzate sono molto elevate, sono i sistemi di posizionamento che consentono di riprodurre sempre la medesima posizione evitando differenze tra le sedute e il set-up del paziente. In caso di posizionamento non corretto del paziente potrebbero verificarsi situazioni di sottodosaggio del target tumorale e sovradosaggio delle strutture sane e degli organi.

Al fine di evitare tali complicanze nasce lo studio CO-WIMBO, che vede come Principal Investigator Simone Antonetti (nella foto), tecnico sanitario di Radiologia Medica, sotto la guida dell’Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie, diretta da Tatiana Bolgeo, e con la collaborazione di Brunella Verna, Coordinatore di Radioterapia Oncologica, Alberto Gentile, Sara Miriam Malato, Martina Voci, Giovanni Giacobbe e Alessandro Porzio, tecnici sanitari di Radiologia, Alice Pastorino, medico radioterapista, Francesco Minucci e Angela Zingariello, impiegati amministrativi.

Si tratta di uno studio, osservazionale retrospettivo, che analizzerà i dati a partire dalle indicazioni riportate sulla cartella radioterapica dove si trova il set-up corretto, cioè l’insieme delle operazioni preliminari affinché il bersaglio venga riprodotto in maniera precisa durante tutte le fasi di esecuzione del trattamento radioterapico. Compito del tecnico di radiologia è proprio quello di assicurarsi che il target da irradiare, una volta localizzato con precisione, rimanga correttamente posizionato per tutta la durata del trattamento.

Al raggiungimento di questo obiettivo vengono utilizzati i sistemi di immobilizzazione, detti anche di riposizionamento: durante il trattamento dei tumori prostatici analizzati dallo studio si utilizzano i sistemi di riposizionamento Combifix, che consente il set-up degli arti inferiori, e Wing Board, che consente il set-up degli arti superiori. Da qui il nome CO-WIMBO.

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