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Un microchip può funzionare come una rete di neuroni

Il cervello umano è formato da circa 100 miliardi di neuroni, processa senza sosta informazioni, gestisce compiti complessi monitorando allo stesso tempo gli stimoli che arrivano dall’ambiente esterno. E quanta energia consuma? Appena 20 W, meno di una lampadina a incandescenza. Si può prendere ispirazione da uno strumento così efficiente per sviluppare un innovativo microchip? È la domanda a cui un team di ricercatori e ricercatrici dell’Università di Milano-Bicocca vuole rispondere chiedendo alla comunità di sostenere la campagna di crowdfunding TinyNeuron – Silicon Neuron for AI: volta a raccogliere 10.000 euro per sviluppare un microchip capace di emulare il comportamento e la struttura di una rete di neuroni biologici, è stata appena pubblicata su Ideaginger.it, la piattaforma di crowdfunding con il tasso di successo più alto in Italia.

«Il nostro obiettivo è gettare le basi per lo sviluppo di un processore neuromorfico che, funzionando in modo simile al cervello, permetta di gestire algoritmi di intelligenza artificiale di nuova generazione», ha dichiarato Lorenzo Stevenazzi, responsabile del progetto. «È un ambito di ricerca molto promettente: per esempio, può ridurre sensibilmente il dispendio energetico di dispositivi e sensori, ma anche semplificare l’integrazione tra protesi robotiche e corpo umano, che parlerebbero così lo stesso linguaggio».

TinyNeuron – Silicon Neuron for AI è stato selezionato nell’ambito della VI call BiUniCrowd, con cui l’Università di Milano-Bicocca promuove il crowdfunding per finanziare i progetti di ricerca e ha ricevuto il supporto di Thales Alenia Space che, quando la campagna di crowdfunding avrà raggiunto il 50% del suo obiettivo, la cofinanzierà con ulteriori 5.000 euro. 

Da quest’anno BiUniCrowd è stato sviluppato in partnership con Ginger Crowdfunding, che gestisce Ideaginger.it con cui è stato progettato il percorso di accompagnamento per ricercatori e ricercatrici attraverso la formazione al crowdfunding che gli ha permesso di definire ogni aspetto dei loro progetti di raccolta fondi. 

«Sono convinto che il crowdfunding sia lo strumento migliore per iniziare questa linea di ricerca», sottolinea Lorenzo Stevenazzi. «Il chip a cui lavoreremo riproduce una rete di neuroni che collaborano assieme a supporto di un risultato comune, proprio come avviene in una campagna di crowdfunding. I sistemi neuromorfici possono rivoluzionare l’intelligenza artificiale, probabilmente una delle tecnologie con le potenzialità più alte di sempre e grazie al contributo essenziale dei nostri sostenitori questa ricerca può concretizzarsi».

«Thales Alenia Space è costantemente alla ricerca di soluzioni tecnologiche innovative e ambiziose, proprio come quella a cui sta lavorando il team di TinyNeuron – Silicon Neuron for AI», ha dichiarato Paolo Cerabolini del CTO di TASI. «Uno degli aspetti forse più interessanti del progetto è che, oltre agli ambiti tecnologici che sappiamo potrà rivoluzionare, racchiude anche un potenziale che potrà aprire scenari di ricerca per nuove applicazioni in un futuro molto prossimo».

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