HomeNewsRicerca e universitàTumore della vescica:...

Tumore della vescica: nuovo studio sul trattamento combinato di radioterapia e immunoterapia

È tra i fattori di rischio principali, eppure il fumo non sempre viene associato alle neoplasie urologiche, anche se colpisce quasi 30mila persone in Italia, rappresentando circa il 7% di tutte le nuove diagnosi di tumore.
Un doppio motivo per sollevare l’attenzione proprio nel mese di maggio che è dedicato alla sensibilizzazione sul tumore alla vescica, oltre alla Giornata Mondiale senza tabacco.
“Il Gruppo di Studio Uro-oncologico dell’A.I.R.O. ribadisce il proprio impegno nel promuovere la conoscenza del tumore della vescica – spiega Ciro Franzese, Coordinatore del Gruppo di Studio – un tema di grande interesse presentati anche al congresso di radioterapia oncologica appena concluso. Sono stati presentati i risultati di uno studio sull’associazione tra nivolumab e radiochemioterapia, dimostrando risultati particolarmente incoraggianti sia in termini di controllo locale della malattia, sia per le potenzialità di preservazione vescicale”.
Il tumore della vescica è una delle neoplasie urologiche più diffuse, che ogni anno colpisce oltre 29.000 persone in Italia, rappresentando circa il 7% di tutte le nuove diagnosi di tumore.
Il principale fattore di rischio per il tumore della vescica è il fumo di sigaretta. Altri fattori includono l’esposizione professionale a sostanze chimiche impiegate in settori industriali come la lavorazione della gomma, dei coloranti e dei tessuti, l’assunzione prolungata di alcuni farmaci, infezioni urinarie croniche o parassitarie e una dieta ricca di grassi. La prevenzione primaria, attraverso l’adozione di stili di vita sani, è fondamentale per ridurre l’incidenza della malattia. La diagnosi precoce rappresenta invece lo strumento più efficace per aumentare le possibilità di guarigione, perché sintomi come la presenza di sangue nelle urine, anche se non associati a dolore, devono sempre essere segnalati al medico.
Negli ultimi anni, la radioterapia oncologica ha assunto un ruolo sempre più rilevante nella gestione del tumore della vescica, in particolare nei pazienti che desiderano preservare l’organo o nei casi in cui non sia possibile eseguire un intervento chirurgico radicale.
“I trattamenti conservativi, rappresentano oggi un’alternativa consolidata alla cistectomia radicale, con risultati oncologici paragonabili nei pazienti ben selezionati affetti da carcinoma muscolo-infiltrante. Le tecnologie più avanzate, come la radioterapia a intensità modulata e la radioterapia adattativa – conclude Marco Krengli, Presidente A.I.R.O. – permettono di somministrare dosi molto precise al tumore, risparmiando al massimo i tessuti sani circostanti, come l’intestino e il retto. Ciò consente, oltre a preservare la vescica, di ridurre gli effetti collaterali, migliorare la tollerabilità del trattamento e mantenere una buona qualità della vita”.

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Nuovo sito web per l’Aou di Sassari

Si rinnova completamente il sito istituzionale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, che si presenta con una nuova organizzazione dei contenuti, una grafica aggiornata e una struttura pensata per rendere più facile e immediato l’accesso alle informazioni da parte dei...

Realtà virtuale in corsia: sconfiggere il panico prima dell’intervento con la realtà virtuale immersiva

Una barca che scivola lenta sulle acque cristalline di Ponza, il rumore del mare, il sole bello del Mediterraneo, l’orizzonte aperto. Non è una vacanza, ma una camera d’ospedale. Dove la tecnologia può entrare in gioco e contribuire a...

Azienda Usl di Piacenza: approvato il bilancio di previsione 2026

L’Azienda Usl di Piacenza si prepara a completare il percorso di risanamento dei conti, con un deficit che in tre anni passa dai 12,1 milioni di euro del 2024 a zero. È stato infatti approvato il bilancio preventivo 2026,...