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Telepresenza e chirurgia robotica: all’Ospedale Niguarda si sperimenta la tecnologia che riduce le distanze e potenzia la cura dei pazienti

Ridurre gli spostamenti dei pazienti e rendere più accessibile la competenza medica: è questo il principio alla base della dimostrazione di Telepresenza che si è svolta all’Ospedale Niguarda. L’iniziativa ha permesso a chirurghi italiani, dagli ospedali Niguarda e Sondalo, di collaborare in tempo reale, simulando un intervento su manichino senza coinvolgere pazienti.

“Siamo a Niguarda, un grande ospedale della città di Milano, in un contesto che ha in questo momento un evento particolare da gestire come medical service per le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Essere un ospedale olimpico vuol dire garantire prestazioni di secondo e terzo livello anche per pazienti che provengono dalle zone più lontane, come l’alta Valtellina, dove si stanno svolgendo le gare”, ha dichiarato Alberto Zoli, Direttore Generale Ospedale Niguarda: “L’occasione più propizia sono stati i Giochi Olimpici per dimostrare come questa organizzazione possa poi rimanere come legacy importante nella gestione della rete delle strutture sanitarie”.

La dimostrazione ha visto il coinvolgimento di Giovanni Carlo Ferrari, direttore della Chirurgia Generale Oncologica e Mininvasiva dell’Ospedale Niguarda, e Antonio Galfano, direttore dell’Urologia dell’Ospedale Niguarda, che hanno guidato e illustrato l’attività da Milano.

Dalla sala operatoria dell’Ospedale Morelli di Sondalo, Pietro Carnevali, medico specialista della Chirurgia Generale Oncologica e Mininvasiva dell’Ospedale Niguarda, e Paolo Dell’Oglio, medico specialista dell’Urologia dell’Ospedale Niguarda, hanno eseguito l’intervento simulato al robot chirurgico dalle rispettive console robotiche del sistema robotico da Vinci 5. Grazie alla tecnologia integrata, i loro Direttori a Milano vedevano la medesima immagine chirurgica condivisa in tempo reale. Questo ha consentito un confronto diretto durante tutte le fasi della simulazione. Nel corso della dimostrazione è stato inoltre integrato, con la stessa modalità immersiva, il contributo del Professor Simone Crivellaro, della University of Illinois Chicago, collegato da Chicago. Anche in questo caso, la tecnologia Intuitive ha permesso la condivisione integrale del campo operatorio e la partecipazione attiva al confronto clinico.

Galfano ha aggiunto: “Questa è una chirurgia che tramite il da Vinci 5 permette di avere una visione ancora più dettagliata dell’immagine, rivedere l’intervento mentre lo sto facendo e gestire tutto il mio campo chirurgico direttamente dalla console. E grazie alla Telepresenza possiamo collaborare e confrontarci in tempo reale anche a distanza, riducendo concretamente le distanze tra professionisti.”

La dimostrazione ha rappresentato anche un esempio concreto di come la Telepresenza possa supportare il mentoring a distanza: “In questi ultimi trent’anni abbiamo assistito e stiamo assistendo a una profonda rivoluzione nell’ambito della chirurgia” ha spiegato Ferrari. “Convalidata la bontà di un approccio mininvasivo robotico nasce una nuova esigenza: formare una generazione di chirurghi che sappiano utilizzare questi strumenti. Grazie alla Telepresenza Intuitive possiamo fare formazione non solo in sede, ma anche a distanza, comunicando con ospedali nazionali e internazionali per condividere esperienze e suggerimenti in tempo reale sui casi clinici”.

La chirurgia sta evolvendo da un modello di sale operatorie isolate a un ecosistema chirurgico connesso a livello globale capace di garantire un’assistenza più accessibile, integrata ed efficiente. La sessione ha evidenziato come la telepresenza, possa contribuire a migliorare l’accessibilità alle competenze e la qualità dell’assistenza, rafforzando il ruolo di Niguarda come centro di innovazione e riferimento nella rete sanitaria nazionale e internazionale.

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