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Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 oltre 1 milione e mezzo di persone hanno attinto informazioni dalle pagine social dell’Ulss 6 Euganea. Da allora gli aggiornamenti complessivamente pubblicati sono stati quasi 2.000, circa 4 contenuti al giorno; in questo anno e mezzo segnato dalla pandemia, la base fan dell’Ulss 6 Euganea sulla sua pagina Facebook ufficiale – il canale di comunicazione più utilizzato – è pressoché triplicata: dai 17mila di inizio 2020 ai 50mila attuali, rendendo la Ulss 6 l’Azienda socio-sanitaria locale con più followes in Italia davanti anche all’Azienda Asl di Modena e alla Asl 1 di Roma che vengono spesso citate dagli addetti ai lavori per essere tra le
organizzazioni sanitarie più attive sui social a livello nazionale. Per intenderci, più di brand sportivi particolarmente seguiti in Veneto, come l’A.S. Cittadella calcio o la Reyer Venezia per la pallacanestro, e più anche di realtà sanitarie già da tempo affermate sulle piattaforme digitali, come il Grande Ospedale Metropolitano “Niguarda” di
Milano
e la Fondazione Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma.
Due, in particolare, i momenti di maggiore crescita della base fan per l’Ulss 6 Euganea: a febbraio dell’anno scorso, in corrispondenza dell’arrivo della pandemia in provincia di Padova con il primo paziente positivo ricoverato e poi deceduto all’Ospedale “Madre Teresa” di Schiavonia, e poi di nuovo a marzo di quest’anno, con l’avvio della campagna di vaccinazione anti-Covid rivolta alla popolazione. Tra questi due picchi di massima accelerazione, un aumento costante del numero di followers con una crescita media mensile pari al 6%. Crescita che per l’Ulss 6 Euganea ha il valore aggiunto di essere interamente “organica”, ossia ottenuta con post gratuiti e non con la sponsorizzazione di contenuti a pagamento. “Non è importante solo il savoir faire, ma anche il faire savoir. Essere attivi sulle piattaforme digitali di comunicazione – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea, Paolo Fortuna – non è certo un vezzo, una posa o una moda, ma rappresenta ormai una regola del gioco imprescindibile per le
organizzazioni sanitarie, pubbliche o private che siano. La pandemia ha enormemente accelerato la digitalizzazione dei processi lavorativi, delle modalità di accesso ai servizi e dei canali di interlocuzione con la Pubblica Amministrazione. Noi ci siamo fatti trovare pronti, anticipando l’onda del cambiamento e imparando per tempo a cavalcarla con contenuti di qualità. La pandemia ci ha insegnato che per gestire l’emergenza sanitaria in corso tutte le istituzioni coinvolte avrebbero dovuto uscire da subito dalla propria comfort zone, e dare agli utenti indicazioni ufficiali, puntuali, comprensibili, basate sulle più solide evidenze scientifiche del momento. Grazie alle piattaforme digitali – continua il dr. Fortuna – facciamo arrivare le informazioni direttamente in mano ai nostri assistiti, che seguendoci sui social network possono tenersi sempre informati sulla nostra realtà aziendale e conoscere in tempo reale gli ultimi provvedimenti di sanità pubblica. Aver investito risorse e competenze nelle nuove piattaforme digitali non significa però che abbiamo smantellato le forme di interazione tradizionali, più funzionanti che mai. Anziché lasciarci spaventare dal cambiamento apportato dalle tecnologie digitali all’attività delle aziende sanitarie, noi abbiamo scelto di accoglierlo e governarlo, facendo di necessità virtù. Impegno quotidiano nel raccontare l’Azienda, fidelizzando l’utenza da un lato e valorizzando il personale e il lavoro di squadra dall’altro, volontà di far conoscere il backstage della sanità, le competenze spesso nascoste così le storie degli assistiti e l’umanizzazione delle cure, prontezza nella divulgazione delle notizie, velocità di condivisione e di interlocuzione con i followers: queste le carte di una strategia di comunicazione che si è rivelata vincente”.

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