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SIMG: La Toscana pioniera nella rivoluzione della medicina generale

La Toscana si conferma un laboratorio a livello nazionale nella trasformazione della sanità italiana, in particolare nella medicina generale e nelle cure primarie. Restano però sfide cruciali: definire con precisione il ruolo delle Case di Comunità, formare i medici di famiglia all’uso delle nuove tecnologie e affrontare i cambiamenti socio-demografici in atto. Questi temi sono al centro del 12° Congresso Regionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie della Toscana, intitolato “Conoscere per decidere (il nostro futuro)”, che si tiene il 27 settembre a Firenze. Presidenti del Congresso sono il Prof Claudio Cricelli, Presidente Emerito SIMG, Alessandro Rossi, Presidente SIMG nazionale, Andrea Salvetti, Segretario SIMG Toscana.

Le Case di Comunità e le Aggregazioni Funzionali Territoriali, nate in Toscana e in Emilia-Romagna, sono destinate a diventare un pilastro della nuova organizzazione sanitaria, coinvolgendo medici e infermieri territoriali.

“Stiamo vivendo una fase evolutiva cruciale – spiega il Prof. Claudio Cricelli – In Toscana la rete delle Case di Comunità cresce rapidamente, ma resta da definire con chiarezza il funzionamento di queste strutture: dai finanziamenti ai servizi, dal personale ai percorsi di cura. Solo così potranno diventare un punto di riferimento concreto per i cittadini”.

“Le Case di Comunità non devono essere viste come un piccolo pronto soccorso o un insieme di ambulatori – sottolinea Andrea Salvetti – Sono centri che organizzano livelli assistenziali più avanzati, con strumenti diagnostici moderni e un maggiore sviluppo dell’assistenza domiciliare. Nonostante i progressi fatti, la definizione di funzioni e dotazioni è ancora in corso”.

Lo scorso 11 agosto è stato firmato il nuovo Accordo Integrativo Regionale, che rafforza il ruolo della medicina generale in Toscana. L’intesa prevede di ridurre le liste d’attesa trasferendo ai medici di famiglia alcune prestazioni di base e diagnostiche, grazie a un investimento dedicato. Oltre 400 medici di medicina generale hanno già aderito, dotandosi di strumentazioni evolute per i propri studi, trasformando così l’offerta teorica in contenuti concreti. “L’Accordo integrativo regionale caratterizza la Toscana per diversi elementi – evidenzia Francesca Guerra, delegata SIMG Firenze e membro del Comitato Scientifico del Congresso – L’accordo grazie alle associazioni di AFT permetterà ai pazienti di essere seguiti non solo dal proprio medico, ma, in caso di necessità, anche da altri professionisti della stessa associazione, senza rischiare di rimanere senza assistenza. Inoltre, per tutti i medici ci sarà la possibilità di usufruire del collaboratore di studio e del collaboratore infermieristico che sono figure ormai indispensabili per il corretto funzionamento dei nostri ambulatori”.

Le novità non hanno efficacia se non vengono inquadrate in uno sviluppo reale. La tecnologia non basta, serve la formazione dei clinici, su cui la SIMG sta lavorando.

“La tecnologia è utile solo se i medici sono formati a usarla – commenta il Prof. Claudio Cricelli – Strumenti come la POCUS aprono nuove possibilità, ma richiedono competenze specifiche, soprattutto per i giovani colleghi. Un’altra sfida è l’invecchiamento della popolazione: gli anziani assorbono circa il 65% delle risorse sanitarie, pertanto servono équipe multidisciplinari e un potenziamento dell’assistenza domiciliare. In questa direzione si inserisce ad esempio il progetto RADAR, volto a formare medici nella presa in carico dei pazienti anziani alla luce delle Linee Guida sulla Valutazione Multidimensionale. Nelle prossime settimane poi sarà presentato il “Libro Bianco”, basato sui concetti di demografia clinica e sulle geroscienze, che propone una visione a lungo termine per mantenere la popolazione sana e giovane il più a lungo possibile”.

La Toscana, con la sua vasta e diversificata configurazione territoriale – dalle coste alle vette dell’Appennino, dalle grandi città come Firenze, Pisa e Livorno ai piccoli centri, fino alle isole e all’entroterra del Grossetano – presenta sfide uniche per la medicina generale. “La medicina generale che si fa a Firenze è diversa da quella che si fa in un paese dell’entroterra del Grossetano – sottolinea Andrea Salvetti – Sarà necessario organizzare un’assistenza territoriale differenziata, che si avvicini anche ai colleghi che operano in aree più isolate. La SIMG, nata proprio a Firenze, ha un profondo legame storico con la regione e si impegna a diffondere la conoscenza e le pratiche innovative su tutto il territorio”.

Il 12° Congresso Regionale SIMG Toscana si tiene sabato 27 settembre a Firenze, presso il Nilhotel. Patrocinato dalla Regione Toscana, vedrà la partecipazione di circa 300 medici di famiglia provenienti dalla regione, con un grande coinvolgimento di giovani clinici per far emergere i problemi e per cercare insieme le soluzioni. Per la prima volta è aperto anche agli infermieri, che risultano centrali nella nuova concezione del lavoro della Medicina Generale nell’ottica di un lavoro di equipe. Le sessioni scientifiche affrontano i temi di competenza della medicina generale, come la prevenzione, la gestione delle cronicità, l’appropriatezza terapeutica, gli aggiornamenti dalla letteratura e le nuove indicazioni ministeriali. I laboratori di simulazione dell’attività medica propongono una rapida e concreta acquisizione di competenze pratiche alle nuove generazioni di clinici.

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