HomeNewsAttualitàSanità: i sistemi...

Sanità: i sistemi legacy frenano la digitalizzazione

Sanità digitale? Incompleta. Nonostante il settore sanitario faccia ormai completamente affidamento su dispositivi connessi o soluzioni di telemedicina per migliorare la comunicazione e l’assistenza ai pazienti, la digitalizzazione resta un processo ancora a metà fino a che i sistemi sono obsoleti e mal  gestiti.

In un settore in cui la velocità e la continuità delle cure sono determinanti per la vita dei pazienti, adottare nuove tecnologie non basta: serve anche implementarle e gestirle in modo efficiente e sicuro all’interno delle organizzazioni, tenendo conto della centralità di mantenere la continuità operativa e avere il pieno controllo, centralizzato e da remoto, dei dispositivi mobili. Ed è qui che emergono le criticità.

Infatti, secondo il report sul settore sanitario “Sanità digitale: rischi calcolati e sfide nascoste di SOTI: il 96% dei responsabili IT nel mondo e il 92% in Italia segnala problemi con i sistemi legacy, per i dispositivi medici IoT e di telemedicina; due terzi delle organizzazioni utilizzano sistemi non integrati e obsoleti per questi dispositivi; a livello globale, il 59% delle organizzazioni affronta frequenti problemi tecnologici o di inattività nel loro impiego, con ripercussioni sulla continuità operativa e sull’efficienza dei flussi di lavoro.

Pur aiutando a eliminare processi manuali e ad alleggerire di conseguenza il lavoro degli operatori sanitari, l’aumento e diversificazione dei dispositivi mobili in dotazione (laptop, smartphone, tablet, stampanti mobili, scanner palmari, etc.) rende necessaria una piena gestione di un ecosistema digitale con un quoziente di complessità più elevato, che ad oggi ancora non risulta ancora raggiunta.

Lo stesso report di SOTI infatti evidenzia che: il 38% del personale IT non è capace di distribuire e gestire facilmente nuovi dispositivi; la stessa percentuale non è in grado di fornire assistenza da remoto o ottenere informazioni dettagliate sui problemi dei device; il 39% dichiara di perdere troppo tempo a risolvere criticità tecniche; per il 36% l’IT legacy ha avuto un impatto sull’adozione e integrazione di cartelle cliniche elettroniche.

Per risolvere questi problemi il settore sanitario dovrebbe non solo investire nella modernizzazione dell’infrastruttura IT, ma anche adottare una strategia di Enterprise Mobility Management, che consentirebbe di risolvere problemi e interruzioni di attività dei dispositivi da remoto, installare rapidamente nuove applicazioni, gestire e controllare ampie flotte di device. Una strategia di questo tipo permetterebbe di portare a compimento quel percorso di digitalizzazione di cui il settore sanitario ha bisogno per migliorare radicalmente l’assistenza al paziente.

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Aperti a Lanciano i nuovi reparti Utic e Cardiologia

Sono bastati solo otto mesi per concretizzare l’impegno assunto da Mauro Palmieri alla sua prima visita all’ospedale di Lanciano nel ruolo di neo direttore generale della Asl: restituire decoro, subito, a Cardiologia, sacrificata in spazi inadeguati, e Utic, accorpata...

Al CAPiR di Catania arriva l’acceleratore Flash per la ricerca oncologica

L’Università degli Studi di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare annunciano il completamento dell’installazione e del collaudo di un acceleratore lineare per Electron FLASH Therapy presso il Center for Advanced Preclinical in...

Lo studio di fase III su Survodutide mostra una riduzione mirata del grasso viscerale e del grasso epatico

Boehringer Ingelheim ha annunciato risultati positivi provenienti da due studi globali di Fase III sul proprio agonista duale glucagone/GLP-1 survodutide: SYNCHRONIZE-1 e SYNCHRONIZE-MASLD. I risultati dimostrano il potenziale di survodutide nel favorire la perdita di peso e, di conseguenza,...