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Perfezionare gli interventi di protesi all’anca e al ginocchio grazie all’utilizzo combinato di tecnologie estremamente avanzate, che consentono operazioni chirurgiche di precisione e personalizzate: in questo ambito si gioca la nuova frontiera dell’ortopedia. Se ne è parlato presso il Rome American Hospital, clinica privata parte del gruppo Health Care Italia Roma, presentando alcuni recentissimi interventi chirurgici realizzati.

In Italia vengono svolti 109.000 interventi all’anno per protesi all’anca e 79.000 per protesi al ginocchio. L’intervento di protesi all’anca e al ginocchio si rende necessario quando il paziente è affetto da patologie degenerative dell’articolazione talmente gravi da causargli non solo fortissimi dolori, in particolare nel caso dell’anziano, ma anche la limitazione dei movimenti, in maniera anche invalidante, riducendo, principalmente nei pazienti giovani, lo svolgimento di attività sportive, lavorative e sociali.

“Data la complessità dell’articolazione su cui si interviene in questo tipo di interventi, diventa imprescindibile una precisione tale da consentire una ripresa ottimale della funzionalità motoria ha sottolineato il prof. Francesco Falez, Direttore dipartimento area ortopedica ASL Roma 1, Direttore Ortopedia Ospedale San Filippo Neri e Responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia del Rome American Hospital – Per questa ragione l’innovazione tecnologica si sta concentrando sullo sviluppo di strumenti che supportino i chirurghi ortopedici utili sia a migliorare il decorso post-operatorio sia ad ottimizzare i risultati del trapianto di protesi all’anca e di protesi al ginocchio, come nel caso delle tecnologie OMNIBotics e O.P.S. da poco arrivate in Italia e che utilizziamo presso il Rome American Hospital. Si tratta – prosegue il Prof. Falez – di strumenti di navigazione avanzata, inclusi nell’ambito della robotica, che riescono a guidare il chirurgo, con estrema precisione, nell’inserimento delle protesi nella posizione ottimale permettendo maggiore funzionalità dei movimenti, minori tempi di recupero e minor logoramento delle stesse negli anni, con una maggiore qualità della vita. Vi è già a supporto una buona letteratura scientifica pubblicata che rileva come la tecnologia robotica consenta un miglior esito dell’intervento sul ginocchio sia per articolarità che per funzionamento”.

OMNIBotics è un sistema robotico utilizzato dai chirurghi per pianificare ed eseguire con precisione la sostituzione totale del ginocchio. La sua particolarità consiste nella valutazione dinamica dello stato dei legamenti, grazie a cui il chirurgo è in grado di misurare l’equilibrio dei tessuti molli con precisione millimetrica, e il bilanciamento dell’articolazione, stabilendo quale sia il posizionamento più adatto per ogni singolo paziente. Il piano è così ottimizzato per ripristinare il corretto allineamento delle gambe e un buon bilanciamento legamentoso, due fattori critici per i risultati della sostituzione del ginocchio.

“Questa procedura, unica nel suo genere, riduce l’intervento invasivo sui tessuti molli ottenendo un minor dolore post-operatorio e una riabilitazione più rapida, senza la necessità di alcuna radiografia o TAC pre-operatoria” – precisa il prof. Falez -. “Le protesi funzionano meglio, danno meno dolore e durano più a lungo, come dimostrano i dati di soddisfazione dei pazienti operati, che è del 96% contro una media dell’81% con le tecniche tradizionali”.

L’altro importante strumento a disposizione dei chirurghi ortopedici è l’O.P.S., un sistema innovativo per la procedura di sostituzione totale dell’anca, che parte dal presupposto che ogni paziente si muove in modo diverso e la sostituzione dell’anca deve tenerne conto. Grazie a O.P.S. è possibile determinare in modo preciso e personalizzato l’orientazione della capsula articolare da impiantare nell’anca e utilizzando strumenti stampati su misura in 3D l’intervento viene realizzato esattamente come pianificato. 

Entrambi i sistemi sono prodotti da Corin, gruppo specializzato nella innovazione ortopedica. “Le innovazioni tecnologiche sono molto importanti sia per migliorare gli esiti degli interventi chirurgici ortopedici sia per promuovere la formazione dei giovani medici perché grazie al supporto dell’intelligenza artificiale o dei navigatori robotici possono compensare la minor esperienza in questo ambito” spiega l’Ing. Giovanni Tegami, Amministratore Delegato di Corin Italia.

E proprio alla formazione dei medici il Rome American Hospital ha dedicato un percorso di crescita e approfondimento che sarà supportato da Corin in qualità di partner per le tecnologie.

“Il navigatore OMNIBotics, per esempio, è perfettamente integrato a un ecosistema basato su cloud, chiamato CorinConnect, grazie a cui i chirurghi possono avere accesso a una grande mole di informazioni, dati ed esperienze generati dall’utilizzo di queste tecnologie in tutto il mondo; basti pensare che ad oggi sono state già impiegate per oltre 30.000 interventi in Nord America, Asia ed Europa, e ora lo saranno anche in Italia. In questo modo il chirurgo può prendere decisioni più mirate, contribuendo allo stesso tempo con la propria esperienza ad affinare continuamente gli algoritmi” aggiunge Tegami.

I pazienti vengono poi monitorati anche in fase post-operatoria e riabilitativa, grazie a una applicazione mobile che mantiene vivo il collegamento tra chirurgo e paziente, proponendo video di esercizi progressivi, articoli informativi e questionari per facilitare il percorso riabilitativo e aiutare il chirurgo a monitorare i progressi. La app RPM verrà implementata tra pochi giorni in Italia e sarà il prof. Falez il primo a utilizzarla per gli interventi svolti presso il Rome American Hospital.

“Abbiamo sempre concepito il Rome American Hospital come una struttura all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e anche in questo ambito in Italia è l’unica struttura sanitaria che possiede l’intero sistema delle tecnologie avanzate Corin per protesi di anca e ginocchio, contribuendo quindi a proporre anche ai pazienti italiani i trattamenti più aggiornati” dichiara Ilaria Micacchi, Direttore Generale Gruppo HCIR. “Siamo convinti che nuove tecnologie e formazione del personale sanitario siano due pilastri inscindibili per promuovere il progresso in medicina a beneficio dei pazienti”.

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