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Primo Sistema di Tomoterapia Elicoidale Radixact X9 in Europa presso l’ospedale Molinette di Torino

All’ospedale Molinette sbarca la prima Tomoterapia “Radixact” in Italia ed il primo Sistema per piani di cura in Europa del Dipartimento di Oncologia e della Radioterapia universitaria della Città della Salute di Torino. La Tomoterapia avrà il privilegio di poter lavorare con un software di ultimissima generazione per il controllo del movimento respiratorio, con un protocollo di collaborazione di ricerca scientifica che vedrà l’ospedale torinese quale primo centro europeo a potersi giovare di tale sofisticato sistema.

Il sistema di tomoterapia elicoidale, rispetto alle tecniche radioterapiche convenzionali, aumenta significativamente l’efficacia, l’efficienza e la precisione del trattamento radiante, grazie all’apporto di diversi aspetti rivoluzionari: la completa integrazione e sinergia tra il sistema TC per la verifica della centratura ed il sistema acceleratore lineare, con l’utilizzazione della stessa sorgente radiante; il movimento elicoidale per l’irradiazione: la sorgente radiante ruota di 360 gradi senza soluzione di continuità, con contemporanea traslazione longitudinale del lettino in modo sincronizzato e con la possibilità di irradiare campi molto estesi con estrema efficienza; la presenza di un collimatore multilamellare di tipo binario e di un TPS dedicato ed integrato nel sistema.

Recentemente il sistema Radixact è stato completato con un sofisticato dispositivo di tracking, che consente di “inseguire”, durante il trattamento, il movimento del tumore, dovuto ad esempio alla respirazione, orientando opportunamente in tempo reale il fascio solo sulla lesione neoplastica, evitando l’irradiazione inutile di tessuti sani.

La piattaforma di Tomoterapia, sulla base di quanto sopra riportato, presenta innumerevoli vantaggi clinici, i più importanti dei quali sono: la possibilità di effettuare trattamenti ad alto gradiente di dose e con verifica quotidiana della precisione del trattamento in modo molto pratico e veloce; una capacità di conformazione e omogeneità della dose alla lesione neoplastica, non ottenibile con tecniche tradizionali d’irradiazione a fasci esterni, grazie all’estrema flessibilità di modulazione del fascio ottenuta attraverso un numero elevatissimo di beamlets; l’adattamento del trattamento radiante alle diverse condizioni della lesione neoplastica, sia inter-frazione che intra-frazione; l’elevata precisione di irradiazione così ottenibile consente certamente di ridurre la tossicità dei trattamenti e di effettuare programmi di intensificazione della dose per migliorare la probabilità di successo e/o per rendere possibile la somministrazione della radioterapia in un numero molto inferiore di sedute; l’elevata versatilità di impiego clinico, che consente di trattare sia le piccole lesioni, tipiche della radiochirurgia, sia i grandi campi estesi, sino agli estremi dell’irradiazione corporea totale per trapianto allogenico e dell’irradiazione craniospinale per alcuni tumori cerebrali pediatrici; anche la radioterapia palliativa può giovarsi del contributo del sistema tomoterapia per la possibilità di eseguire eventualmente la centratura delle lesioni direttamente sul lettino di trattamento e di trattare contemporaneamente lesioni multiple in sedi anatomiche diverse.

L’apparecchiatura inaugurata rappresenta la prima installazione in Italia dell’ultimo modello commerciale della piattaforma Tomoterapia; il software per il tracking respiratorio precedentemente descritto consentirà al Centro della Città della Salute di essere il primo in Europa a fruire di questa ultima ed importante novità tecnologica, finora utilizzata solo in due Centri americani accademici, fornendo anche la possibilità di continuare ad alimentare un’attività di ricerca clinica, mission istituzionale per un’Azienda Ospedaliero-Universitaria, che non può prescindere dalla disponibilità di moderne apparecchiature.

La tecnologia Tomoterapia, che sta per completare un rinnovamento tecnologico dell’intera Radioterapia universitaria della Città della Salute, che ha interessato anche i presidi Sant’Anna, costerà circa 7 milioni di euro in 7 anni.

Infine, la disponibilità di tale sofisticato sistema potrà contribuire a ridurre la mobilità passiva per trattamenti ambulatoriali radioterapici verso la regione Lombardia, molto ricca di offerta radioterapica ad alto contenuto tecnologico.

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