Inaugurata la nuova Radioterapia oncologica, nell’Edificio 29 della Cittadella della Salute del Ca’ Foncello di Treviso: grazie alle tecnologie di ultima generazione, il reparto fa un significativo passo avanti nella cura dei pazienti oncologici. L’Unità operativa complessa, diretta dal dr Fabio Ferrarese, si presenta oggi come un centro d’eccellenza che unisce competenza clinica e innovazione tecnologica a servizio dei circa 2.000 pazienti trattati ogni anno.
La Radioterapia opera in stretta collaborazione con tutti i reparti oncologici dell’Ospedale di Treviso attraverso incontri multidisciplinari settimanali nel corso dei quali chirurghi, oncologi, radioterapisti e altri specialisti si confrontano sul singolo caso per definire la strategia terapeutica più appropriata.
Ogni paziente viene seguito con continuità: dalla prima visita, alla centratura con TAC simulatore, alla pianificazione personalizzata del trattamento, fino ai controlli periodici durante e dopo la terapia.
“Sono veramente grato al gruppo di lavoro del dr Ferrarese che quotidianamente mette al centro la persona in un reparto così delicato, visto che il 90% dei pazienti è di tipo oncologico: persone che hanno bisogno di cure ma, anche, di conforto. Un grazie va anche a tutte le associazioni di volontariato e a tutte quelle realtà, piccole e grandi, che nel corso del tempo hanno donato apparecchiature e arredi per migliorare le cure e l’umanizzazione degli spazi. La Radioterapia eroga quasi 35mila prestazioni l’anno. L’investimento complessivo che è stato fatto per la realizzazione dei nuovi spazi, sia in termini di rinnovo macchinari sia strutturale è stato un investimento importante, 5 milioni di euro. Un investimento che colloca il reparto diretto con grande dedizione dal dr Ferrarese a livelli di eccellenza, non solo in Veneto. Tutto questo sforzo economico, permettetemi di dire, sarebbe incompleto però se non ci fossero dei grandi professionisti a garantire ai cittadini competenza, umanità, ricerca e formazione continua. Grazie davvero a tutti loro”, le parole del direttore generale, Francesco Benazzi.
“L’inaugurazione di oggi non è solo un evento, ma un impegno concreto verso il futuro della cura oncologica per i nostri pazienti,” dichiara il dr Fabio Ferrarese, Direttore della Radioterapia Oncologica. “Grazie a questi nuovi acceleratori lineari e ai sistemi di controllo in tempo reale come Catalyst e Sentinel, possiamo garantire una precisione millimetrica. Ciò significa che siamo in grado di ridurre significativamente la dose di radiazioni ai tessuti sani circostanti, aumentando al contempo l’efficacia sul bersaglio tumorale. È una vera rivoluzione che si traduce in terapie più sicure, personalizzate e con meno effetti collaterali per i 160/180 pazienti che vediamo ogni giorno. La telemedicina ci permette poi di integrare in un unico percorso di visita, centratura del bersaglio e terapia. Il rinnovamento ha riguardato non solo le dotazioni tecnologiche, ma anche l’ambiente in cui i pazienti vengono accolti e curati. Le nuove sale d’attesa e gli spazi dedicati sono stati progettati per essere più accoglienti, luminosi e confortevoli, contribuendo a rendere il percorso terapeutico il meno gravoso possibile dal punto di vista emotivo”.
Il reparto dispone ora di attrezzature all’avanguardia che permettono trattamenti sempre più precisi e personalizzati, tra cui quattro acceleratori lineari a disposizione, l’ultimo dei quali, installato quest’anno, è dotato di due sistemi che rendono il trattamento molto più preciso: Catalyst, che utilizza sensori che “vedono” il corpo del paziente in tempo reale, assicurando che la posizione sia sempre quella esatta durante il trattamento; Sentinel, un sistema con laser che segue gli atti respiratori, colpendo con precisione il tumore anche se in movimento e risparmiando i tessuti sani circostanti.
Presente anche un apparecchio per la brachiterapia ad alta dose rate, un’apparecchiatura che funziona “dall’interno”: piccole sorgenti radioattive vengono posizionate direttamente a contatto con il tumore. In questo modo si concentrano dosi elevate esattamente dove serve, proteggendo gli organi vicini. È particolarmente efficace per tumori ginecologici, polmonari e dell’apparato digerente.
Oltre a un apparecchio per la roentegenterapia, che utilizza radiazioni “delicate” pensate specificamente per i tumori superficiali della pelle. È un’alternativa non invasiva alla chirurgia per molte lesioni cutanee e può essere usato anche per alcune patologie infiammatorie.
L’acceleratore Novac per la radioterapia intraoperatoria, invece, permette l’effettuazione della radioterapia direttamente in sala operatoria, mentre il chirurgo sta operando. Il trattamento viene eseguito sul letto operatorio dopo l’asportazione del tumore. Questa tecnica, usata soprattutto per i tumori del seno, evita al paziente settimane di terapia quotidiana.
Tra le novità più significative del reparto vi è la creazione di un ambulatorio dedicato esclusivamente ai pazienti oncologici in trattamento radioterapico: la Sala infusioni. Questo spazio permette di eseguire prestazioni infermieristiche di alta specializzazione direttamente all’interno dell’Unità operativa. Grazie a questo ambulatorio i pazienti possono ora effettuare cure infusionali, medicazioni avanzate e altre prestazioni assistenziali complesse, senza doversi recare al Pronto Soccorso. Ciò rappresenta un importante vantaggio pratico ed emotivo: i pazienti evitano lunghe attese, spostamenti tra reparti e il sovraffollamento tipico delle strutture d’emergenza, potendo contare su un ambiente familiare, dedicato e gestito da personale infermieristico specializzato che già conosce il loro percorso di cura. La Sala infusioni si inserisce perfettamente nella filosofia della presa in carico globale del paziente oncologico, garantendo continuità assistenziale e risposte rapide alle necessità che possono emergere durante il trattamento radioterapico.
Il rinnovamento ha riguardato non solo le dotazioni tecnologiche, ma anche l’ambiente in cui i pazienti vengono accolti e curati. Le nuove sale d’attesa e gli spazi dedicati sono stati progettati per essere più accoglienti, luminosi e confortevoli, contribuendo a rendere il percorso terapeutico il meno gravoso possibile dal punto di vista emotivo.


