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Malattia polmonare cronica del prematuro: con ecografia polmonare diagnosi precoce per prevenire le complicanze respiratorie

La displasia broncopolmonare, nota anche come malattia polmonare cronica del prematuro, rappresenta la più comune e grave complicanza respiratoria della prematurità. Ancora orfana di prevenzione e terapie efficaci, anche se alcuni farmaci sono in avanzata sperimentazione, non era possibile finora identificare quali neonati evolvessero verso le forme più gravi della malattia e le loro caratteristiche, prima che fosse “troppo tardi” e il danno polmonare già instaurato.
Lo studio ‘Aerazione polmonare e scambio gassoso nei neonati pretermine che sviluppano displasia broncopolmonare da moderata a grave: uno studio prospettico multicentrico della coorte PATH-BPD’, coordinato da Daniele De Luca, e Eugenio Baraldi, con la partecipazione di centri spagnoli, francesi e italiani, ha consentito di identificare molto precocemente con l’ecografia polmonare, i bambini che evolvono verso la BPD grave. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista «Lancet Regional Health Europe» ha coinvolto quasi 250 estremi prematuri.
«Tra questi prematuri, coloro che hanno sviluppato BPD grave mostravano un’aerazione polmonare all’ecografia polmonare e parametri di ossigenazione alterati fin dal decimo giorno di vita e l’aerazione polmonare mostrava un peggioramento costante nel tempo» spiega il prof. Eugenio Baraldi.
«Si tratta di parametri facilmente misurabili al letto del neonato, in forma non invasiva e consentono di capire già dal decimo giorno di vita chi andrà incontro alla forma più grave della patologia» commenta il dott. Luca Bonadies, co-autore della ricerca ed esperto di ecografia polmonare.
Oggi vi sono due farmaci attualmente in fase avanzata di sperimentazione clinica da parte dei professori De Luca a Parigi e dal Prof. Baraldi e Dr. Bonadies presso la neonatologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Il loro utilizzo nella pratica clinica potrebbe essere guidato dall’ecografia polmonare che permetterebbe di selezionare precocemente i neonati che possono beneficiarne maggiormente.
Il Prof. Baraldi coordina anche lo studio di fase I con vescicole extra-cellulari, che rappresenta una forma terapeutica ancora più innovativa per la prevenzione della BPD messa a punto presso la Torre della Ricerca Pediatrica “Città della Speranza” in collaborazione con il gruppo di ricerca del Prof. Maurizio Muraca.
Gli sforzi della ricerca sono quindi tutti diretti verso un trattamento il più precoce e personalizzato possibile della BPD, con lo scopo di migliorarne la prognosi a lungo termine.

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