Spesso sottovalutata o addirittura ignorata, la perdita uditiva non trattata è una disabilità silenziosa che ha un impatto profondo sulla vita delle persone. Un impatto che va molto oltre le difficoltà di percepire i suoni e che diventa più importante con l’aumentare dell’età. Relazioni tese, perdita di sicurezza in sé stessi, rischi per la sicurezza, affaticamento emotivo e persino aumentato rischio di declino cognitivo: così l’ipoacusia può erodere silenziosamente il benessere quotidiano.
Sebbene colpisca milioni di adulti nel mondo, molte persone rimandano la ricerca di soluzioni spesso considerando la perdita uditiva una parte del normale processo di invecchiamento da accettare con rassegnazione.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità quasi 1 persona su 4 di età superiore ai 60 anni soffre di una perdita uditiva invalidante, che incide su comunicazione e interazioni quotidiane, rendendole sempre più difficili.
Un nuovo sondaggio* condotto da MED-EL, mette in luce quali sono le conseguenze della perdita uditiva non trattata, secondo gli italiani e secondo intervistati da altri 9 Paesi, e sottolinea l’urgenza di dare priorità alla salute dell’udito.
Sebbene colpisca milioni di adulti nel mondo, molte persone rimandano la ricerca di soluzioni spesso considerando la perdita uditiva una parte del normale processo di invecchiamento da accettare con rassegnazione.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità quasi 1 persona su 4 di età superiore ai 60 anni soffre di una perdita uditiva invalidante, che incide su comunicazione e interazioni quotidiane, rendendole sempre più difficili.
Un nuovo sondaggio* condotto da MED-EL, mette in luce quali sono le conseguenze della perdita uditiva non trattata, secondo gli italiani e secondo intervistati da altri 9 Paesi, e sottolinea l’urgenza di dare priorità alla salute dell’udito.
Il sondaggio, che ha coinvolto oltre 1.000 partecipanti italiani e più di 10.000 nel mondo, ha interpellato sulla seguente domanda: “Quali aspetti della vita quotidiana ritieni siano maggiormente influenzati dalla perdita dell’udito non trattata negli adulti?” Le risposte rivelano che la perdita uditiva non viene percepita esclusivamente come una condizione medica, ma come un vero e proprio ostacolo per la qualità della vita, le relazioni significative e il mantenimento di una vita attiva.
Oltre 1 italiano su 2 ritiene che la perdita uditiva non trattata abbia un impatto sulle conversazioni con amici e familiari. Questo dato, superiore alla media globale, riflette l’importanza attribuita alla comunicazione con le persone care.
Il 30% riconosce il legame tra ipoacusia e difficoltà nelle interazioni sociali, mentre il 24% esprime preoccupazione per difficoltà di ascolto e comunicative in ambienti rumorosi. Entrambi questi dati sono in linea con i dati espressi a livello mondiale, rivelando la percezione del legame tra problemi uditivi e rischio di isolamento.
La seconda dimensione citata dagli italiani come maggiormente influenzata dalla perdita dell’udito non trattata negli adulti, è la fruizione di musica e TV, indicata dal 43% degli intervistati.
L’11% riconosce che l’ipoacusia incide sul godimento di tempo libero e attività ricreative, una sfera meno centrale ma comunque presente.
Quasi 2 italiani su 5 ritengono che la perdita uditiva incida sulla fiducia in sé stessi, dato leggermente inferiore alla media globale.
Il 41% degli intervistati in Italia riconosce il legame tra ipoacusia e qualità della vita, a conferma della consapevolezza del ruolo chiave dell’udito. Questo dato risulta allineato a quello globale.
Circa 1 persona su 4 in Italia associa la perdita uditiva a problemi di salute mentale, dato inferiore alla media globale. Il 26%la associa all’aumento di stress o affaticamento, valore superiore alla media mondiale, a indicare una maggiore percezione della sofferenza emotiva e fisica determinata dalla perdita uditiva.
Solo il 12% degli italiani riconosce il legame fra perdita dell’udito non trattata e demenza. Dato basso, comunque più significativo rispetto al 9% del dato globale, che mostra come la maggior parte delle persone in tutto il mondo non associ la salute dell’udito alla salute del cervello.
Solo il 12% degli italiani riconosce il legame fra perdita dell’udito non trattata e demenza. Dato basso, comunque più significativo rispetto al 9% del dato globale, che mostra come la maggior parte delle persone in tutto il mondo non associ la salute dell’udito alla salute del cervello.
Il 27% degli italiani esprime preoccupazione per la mancata percezione di suoni critici per la sicurezza come, ad esempio, allarmi o rumori legati al traffico. Un dato leggermente al di sotto del dato globale. Il 20% degli italiani collega l’ipoacusia non trattata alla perdita di indipendenza e autonomia, dato più alto rispetto a quello globale del 18%.
Il 18% cita l’impatto dell’ipoacusia sulle prestazioni lavorative, un dato decisamente inferiore alla media globale.
Il 18% cita l’impatto dell’ipoacusia sulle prestazioni lavorative, un dato decisamente inferiore alla media globale.
“Il sondaggio dimostra quanto l’ipoacusia incida sul benessere generale, influenzando aspetti fondamentali come le relazioni e l’autonomia, sicurezza, fiducia in sé stessi e piena partecipazione alla vita sociale.” dichiara Romed Krösbacher, Direttore di MED-EL Italia. “Questi risultati rappresentano un forte richiamo a considerare la salute uditiva una priorità, soprattutto con l’avanzare dell’età.”Una perdita uditiva grave si manifesta con segnali come difficoltà a seguire conversazioni di gruppo, incomprensioni sul lavoro o in famiglia, e un progressivo isolamento sociale.
Diagnosi precoce e soluzioni efficaci, permettono di gestire la salute uditiva e contrastare gli effetti dell’ipoacusia.
Diagnosi precoce e soluzioni efficaci, permettono di gestire la salute uditiva e contrastare gli effetti dell’ipoacusia.
“La perdita dell’udito non trattata è un fattore di rischio modificabile chiave per il declino cognitivo. Eseguire controlli regolari dell’udito è fondamentale e può fare una grande differenza, così come ricevere tempestivamente il trattamento adeguato” spiega la Prof.ssa Anna Rita Fetoni, docente di Audiologia all’Università Federico II di Napoli.
Quando le protesi acustiche non sono più sufficienti, l’impianto cocleare rappresenta una soluzione innovativa e sicura. Questo dispositivo stimola direttamente il nervo uditivo, migliorando la comprensione delle conversazioni e permettendo di vivere pienamente la vita sociale.
“Gli impianti cocleari costituiscono una soluzione efficace quando le protesi acustiche non sono sufficienti. Permettono di mantenere l’indipendenza, muoversi con sicurezza e vivere una vita attiva, soprattutto nei momenti in cui restare connessi agli altri è essenziale. Contribuiscono in modo sostanziale, come anche risulta da recenti studi, al miglioramento della qualità della vita.” sottolinea la Prof.ssa Fetoni, ricordando che “Oggi si tratta di una procedura sicura e ampiamente collaudata a livello mondiale.”
Per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto della perdita dell’udito e l’importanza, a qualsiasi età, di un trattamento efficace per riscoprire le connessioni che contano davvero, MED-EL ha recentemente lanciato la campagna digitale “L’udito riconnette alla vita”. La campagna è rivolta in particolare a quella fascia di popolazione definita come “Best Agers”: adulti attivi, indipendenti e socialmente impegnati, che tuttavia potrebbero incontrare le difficoltà della perdita uditiva con l’avanzare dell’età.
La landing page della campagna offre una guida gratuita dedicata all’ipoacusia e all’impianto cocleare.
La guida include informazioni chiave sulla tecnologia dell’IC, sul percorso di impianto cocleare, informazioni pratiche e testimonianze. In più offre l’opportunità di entrare in contatto con i mentori Hearpeers, persone che hanno scelto l’impianto e sono felici di condividere le proprie esperienze e rispondere a domande per aiutare altre persone ad intraprendere il percorso verso l’udito.
La landing page della campagna offre una guida gratuita dedicata all’ipoacusia e all’impianto cocleare.
La guida include informazioni chiave sulla tecnologia dell’IC, sul percorso di impianto cocleare, informazioni pratiche e testimonianze. In più offre l’opportunità di entrare in contatto con i mentori Hearpeers, persone che hanno scelto l’impianto e sono felici di condividere le proprie esperienze e rispondere a domande per aiutare altre persone ad intraprendere il percorso verso l’udito.


