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La lesione cavitaria è una lesione profonda che non si limita a intaccare la superficie del derma e dell’epidermide, coinvolge anche gli strati sottostanti, da quello sottocutaneo a quelli fasciali, muscolari e tendinei.

La sua comparsa può essere legata a un gran numero di fattori, tra i principali segnaliamo le ulcere da pressione che si generano in seguito a stasi o carico prolungato su un punto del corpo che, con il tempo, porta alla comparsa di ischemia tissutale; altre cause sono date dai traumi profondi e dalla riapertura di ferite di tipo chirurgico: le deiscenze.

Se non trattata per tempo e in modo adeguato, la lesione cavitaria può portare alla comparsa di infezioni, le quali, oltre a emanare cattivo odore, presentano in genere tessuti necrotizzati e alte quantità di essudato, sintomo di un processo infiammatorio in corso, la cui produzione inizia a diminuire man mano che la ferita si avvia verso la guarigione.

Tenere sotto controllo la quantità di essudato presente nella lesione è di fondamentale importanza per garantire un ambiente adeguato, il quale non deve essere né troppo umido, né troppo secco.

Come trattare la lesione cavitaria

Il trattamento delle lesioni cavitarie mira a favorire e velocizzare la chiusura delle stesse e a trattare eventuali infezioni presenti, nonché a prevenirne la comparsa.

Oltre a controllare la presenza di batteri all’interno della ferita, mantenendola quanto più possibile pulita attraverso una corretta detersione, le medicazioni puntano a creare un microambiente adeguatamente umido, tale da evitare traumi durante i cambi di medicazione, ma anche da ridurre il rischio di macerazione della cute.

Ricorrere a trattamenti adeguati e applicarli nel modo giusto è di estrema importanza, in quanto permette, attraverso il controllo delle infezioni, di ridurre i tempi di guarigione e, come diretta conseguenza, di contenere i costi relativi ai trattamenti e all’assistenza del malato. Quest’ultimo potrà inoltre godere di un miglioramento del benessere generale e della qualità della propria vita.

Utilizzando medicazioni come Exufiber, si riuscirà inoltre a trattenere e drenare in modo perfetto l’essudato presente nella lesione cavitaria, ottenendo al contempo un utile effetto antimicrobico.

Medicazione in fibra gelificante Exufiber

Exufiber è una medicazione in fibra gelificante prodotta e distribuita da Mölnlycke, azienda leader nel settore delle soluzioni mediche per l’assistenza sanitaria domiciliare e ospedaliera, fondata nel 1849 e oggi attiva a livello globale.

La sua particolarità innovativa, che la distingue da altre soluzioni simili, riguarda il fatto che è realizzata con uno speciale tessuto non tessuto in fibre e alcool polivinilico, che a contatto con l’essudato prodotto dalla ferita, si trasforma in gel.

La Tecnologia Hydrolock permette all’essudato di passare dalla ferita alla medicazione secondaria, mantenendo il giusto grado di umidità, il quale facilita la rimozione della medicazione, riducendo al contempo il rischio di macerazioni e fuoriuscite di liquidi infetti.

Tra i numerosi vantaggi offerti da questa medicazione avanzata innovativa si possono notare, oltre quelli già visti, l‘elevato livello di comfort e la capacità di favorire il debridement autolitico.

Bibliografia

  • AIUC, “Documento di posizionamento sulla medicazione dell’ulcera cutanea”; ACTA Vulnologica Vol. 12, N.3, Settembre 2014
  • Faiella M. G., “Le piaghe da decubito «dimenticate» dai servizi di assistenza a domicilio”; Corriere della Sera, 15 gennaio 2019
  • A. Rossi, “Trattamento ferite croniche cavitarie in home care”; Nurse24.it, Aprile 2022
  • “Exufiber – Medicazione in fibra gelificante a rapida azione antimicrobica per ferite fortemente essudanti”, Molnlycke.it