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Con l’allestimento Ambisonics dell’Audiologia del Burlo Garofolo di Trieste, unico in Italia e in Europa per l’ambito clinico, le abilità uditive dei bambini e dei ragazzi possono essere valutate in spazi sonori immersivi e tridimensionali, come quelli che sperimentiamo naturalmente ogni giorno della nostra vita. Per aumentare la precisione sonora e di calcolo, l’Ambisonics dell’Audiologia del Burlo raddoppia la capacità, passando da 24 a 48 altoparlanti. Non solo, per rendere i test più efficaci, il sistema si interfaccerà con un visore che permetterà, durante i test di localizzazione sonora, di immergersi anche in spazi visivi virtuali e immersivi, come quelli visibili nelle immagini.

Più nello specifico, grazie a HEaRO si faranno convergere nuovi campi della ricerca in un sistema unico e tecnologicamente avanzato. Questo permetterà lo sviluppo di nuove applicazioni cliniche e di studio. Il risultato finale contribuirà all’ incremento dell’offerta e dell’efficacia per quanto riguarda le verifiche audiologiche, le metodologie riabilitative e lo studio fisiologico del sistema uditivo. Il luogo dell’installazione è uno spazio multimediale all’interno del padiglione di Audiologia del Burlo Garofolo. Nel concreto, è stato sviluppato un sistema di interazione tra un headset per la Realtà Virtuale e un’installazione caratterizzata dalla tecnologia Ambisonics, capace di riprodurre ambienti sonori tridimensionali attraverso 48 speaker. I piccoli pazienti verranno condotti in ambienti virtuali altamente immersivi mentre il sistema permetterà la sperimentazione attraverso il controllo dettagliato di tutte le variabili acustiche; gli operatori potranno così riprodurre i suoni codificati e
visualizzare la risposta data dal soggetto. Il tutto verrà tracciato
registrato tridimensionalmente ogni singolo movimento, con la possibilità di ricostruirlo in uno spazio 3D che ne permetta l’analisi approfondita. Uno strumento innovativo per l’esplorazione di nuove applicazioni cliniche, vero punto di incontro tra nuove tecnologie e ricerca scientifica.

Dopo la messa a punto e la validazione clinica del nuovo allestimento, entrare nella Stanza di Matilde permetterà di entrare nel mondo acustico dei bambini e dei ragazzi con deficit uditivo per comprendere meglio le loro abilità, e quindi programmare la riabilitazione uditiva in modo più personalizzato. Infatti, il nostro sistema uditivo analizza costantemente e accuratamente il mondo sonoro tridimensionale che ci circonda: siamo in grado di separare con facilità i segnali che ci interessano dai rumori che ci disturbano, di raggruppare e separare i segnali uditivi in flussi di informazione significativi in base alle caratteristiche acustiche e alle diverse direzioni da cui provengono. Anche una lieve ipoacusia può compromettere gravemente queste abilità, e rendere difficile la vita a scuola, in palestra, in sala mensa, ecc. Simulare con maggiore precisione il mondo acustico di un bambino e di un ragazzo con deficit uditivo ci permette di aiutarlo con più efficacia nell sua vita quotidiana, sia dal punto di vista della comunicazione verbale, che del suo benessere nello “stare al mondo”.
Tutti noi siamo costantemente immersi in un ambiente sonoro caratterizzato da multiple sorgenti acustiche, diverse per localizzazione e caratteristiche del segnale, e dal loro riverberarsi nello spazio. Questi elementi variano continuamente nel tempo. Il compito del sistema uditivo è di analizzare la scena sonora raggruppando gli stimoli uditivi in oggetti sonori significativi per contenuto e localizzazione, separandoli dal rumore di fondo per il tempo necessario a farci intraprendere, in risposta, le azioni più opportune.

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