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La prima edizione di INTO 2026 – Innovative Nuclear Therapy in Oncology

In un momento storico in cui la medicina oncologica sta ridefinendo i propri confini, la prima edizione di INTO – Innovative Nuclear Therapy in Oncology ha segnato un passaggio decisivo: non solo un congresso scientifico, ma l’inizio di una piattaforma permanente che intende dare forma al futuro della medicina nucleare di precisione. L’Aula Magna “G. Bonadonna” della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori ha così accolto numerosi professionisti riuniti dall’obiettivo comune di comprendere e anticipare l’evoluzione dei percorsi diagnostico‑terapeutici, mentre il paradigma teranostico continua a trasformare la pratica clinica.

Nel corso delle diverse sessioni è emerso un messaggio chiaro, ovvero che l’integrazione tra imaging molecolare, radioligandi di nuova generazione, intelligenza artificiale e dosimetria personalizzata non è più un orizzonte lontano, ma una realtà che sta cambiando il modo di trattare i pazienti oncologici. Un confronto multidisciplinare che ha evidenziato l’urgenza, e al tempo stesso il potenziale, di costruire modelli decisionali realmente predittivi e adattivi, capaci di seguire non solo la malattia, ma la sua evoluzione biologica nel tempo.

La giornata ha portato allo stesso tavolo specialisti di medicina nucleare, oncologia, radiologia, endocrinologia, radioterapia, anatomia patologica e bioinformatica, dando vita a un dialogo vivo, concreto e complementare. Il confronto ha disegnato il percorso di cambiamento del modo di diagnosticare e trattare i tumori, attraversando alcuni dei temi oggi più rilevanti: dai biomarcatori predittivi, che aiutano a capire in anticipo quali terapie saranno più efficaci, alle terapie istologia‑guidate e all’approccio teranostico, che fonde diagnosi e cura in un’unica strategia personalizzata.

Si è parlato dei nuovi radioligandi e delle molecole radioattive di ultima generazione, ma anche delle strategie combinate con immunoterapia, chemioterapia e trattamenti loco‑regionali, che stanno aprendo percorsi terapeutici sempre più mirati. Un’attenzione particolare è stata dedicata all’intelligenza artificiale, capace di supportare l’imaging, la pianificazione terapeutica e la dosimetria personalizzata, insieme ai modelli adattivi che permettono di seguire la malattia e correggere la cura in tempo reale.

Secondo il Responsabile Scientifico Marco Maccauro, Direttore della Struttura Complessa di Medicina Nucleare della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, il valore di INTO sta soprattutto nella sua natura evolutiva: un progetto pensato per essere aggiornato, ampliato e reso sempre più integrato con la ricerca e la clinica. “Abbiamo immaginato questo congresso come una piattaforma stabile in cui medici nucleari, oncologi e specialisti possano confrontarsi sui nuovi approcci terapeutici combinati. Oggi la terapia medico‑nucleare è tra le più promettenti in oncologia, grazie al principio della teragnostica: vedere ciò che trattiamo e trattare ciò che vediamo. Identifichiamo il target con la diagnostica, ed utilizziamo lo stesso target con un radionuclide diverso, di tipo terapeutico , così da colpirlo in modo selettivo e poco tossico. L’obiettivo è costruire, anno dopo anno, un appuntamento capace di valorizzare queste innovazioni, integrare i biomarcatori della medicina di precisione e definire insieme i migliori percorsi terapeutici per le nuove generazioni di cure».

Il dottor Alfonso Marchianò, Direttore della Struttura complessa di Radiologia Diagnostica ed Interventistica dell’Istituto Nazionale dei Tumori: «La riunione inaugurale di INTO segna l’avvio di un percorso strutturato volto a consolidare il confronto tra tutte le professionalità impegnate nell’innovazione della terapia medico‑nucleare in oncologia. La partecipazione di specialisti provenienti da tutta Italia testimonia l’importanza di un approccio multidisciplinare, indispensabile per sviluppare trattamenti sempre più mirati e coerenti con i principi della medicina di precisione. L’Istituto sostiene con convinzione questa iniziativa, che rafforza il dialogo tra discipline e contribuisce a definire standard condivisi per la cura del paziente oncologico».

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