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Una nuova modalità di finanziamento della ricerca in ambito farmacologico/sanitario, con l’obiettivo di superare alcuni vincoli e rendere disponibili migliori cure per tutti.

È il focus di uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Biotechnology” da Laura Grassi, docente di Investment banking e del Finance Lab della School of Management del Politecnico di Milano.

Nel campo farmaceutico, i lunghi cicli di sviluppo, i costi elevati, i tassi di fallimento significativi e l’incertezza sui prezzi rappresentano ostacoli sostanziali allo sviluppo di nuovi farmaci. I sistemi di finanziamento tradizionali, basati sull’utilizzo di equity o grant, si rivelano spesso lenti e inadeguati per rispondere alle esigenze della ricerca innovativa.

In questo contesto, le Organizzazioni Autonome Decentralizzate emergono come una possibile promettente alternativa. Le DAO utilizzano la tecnologia blockchain per facilitare una governance trasparente e decentralizzata, permettendo decisioni rapide e dirette senza la necessità di intermediari. Attraverso gli smart contract, le DAO possono rapidamente eseguire azioni complesse, migliorando l’efficienza e riducendo le barriere burocratiche e amministrative.

Lo studio si è concentrato, in particolare, su VitaDAO, un esempio di come una DAO possa essere impiegata nel settore delle scienze della vita.

Focalizzata sul finanziamento della ricerca sulla longevità, VitaDAO consente agli stakeholder di partecipare attivamente alla governance e al processo decisionale attraverso l’emissione di token, che conferiscono diritti di voto e una quota di proprietà dell’organizzazione. Questo modello non solo democratizza il processo di finanziamento, ma allinea anche gli interessi dei partecipanti verso l’obiettivo comune dell’avanzamento della ricerca.

Tuttavia, pur offrendo numerosi vantaggi come la trasparenza e l’efficacia decisionale, diversi sono i punti di attenzione. La regolamentazione delle DAO e dei token utilizzati può essere complessa e variare significativamente tra diversi contesti legali, creando incertezze. Inoltre, la gestione delle decisioni in modo completamente decentralizzato e pubblico può richiedere tempo e compromettere l’efficienza in situazioni di crisi.

Nonostante questi ostacoli, il caso di VitaDAO illustra il potenziale rivoluzionario delle DAO nel superare le limitazioni del sistema attuale di finanziamento della ricerca. Attraverso collaborazioni strategiche, come quella realizzata con Pfizer, VitaDAO non solo ha validato il suo modello operativo ma ha anche dimostrato la sua capacità di attrarre investimenti significativi, favorendo un ambiente di R&D più aperto e produttivo nel settore delle scienze della vita.

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