I tumori sono le malattie più temute dagli italiani, ma si può fare di più con la prevenzione

Ogni anno in Italia si registrano 2.400 nuovi casi di tumore della cervice uterina causati dal Papillomavirus. L’Hpv è l’agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina, della vulva, della vagina, dell’ano, del pene, dell’orofaringe e di lesioni precancerose e lesioni genitali esterne. Il tumore al collo dell’utero rappresenta ancora una importante causa di morte per le donne. Si stima che, tra i nuovi casi, nel 2018 in Italia erano 986 le donne che non riescono a guarire e vanno incontro al decesso. I tumori risultano le patologie più temute in assoluto sia dai genitori, sia in particolare dalle donne. Più delle demenze, delle malattie che causano la non autosufficienza fisica e anche delle malattie cardiovascolari. Tuttavia, il 69,3% dei genitori e il 63,8% delle donne sono del parere che i tumori si possano prevenire. Questa consapevolezza è però meno diffusa tra le persone con più bassi livelli d’istruzione. Tra le strategie di prevenzione vengono segnalati prima di tutto i controlli medici e diagnostici preventivi. È quanto emerge dal nuovo Rapporto del Censis, realizzato con il supporto non condizionato di Msd Italia, che viene presentato a un giorno di distanza dall’International Hpv Awareness Day e a due anni dal precedente studio. Il Rapporto analizza gli atteggiamenti nei confronti delle patologie tumorali Hpv correlate e le strategie di prevenzione adottate attraverso un’indagine su due diversi campioni: uno composto dai genitori e uno da sole donne.

Nel 2019 è aumentato il numero di genitori che conoscono il Papillomavirus: dall’85,1% del 2017 all’88,3%. La conoscenza è più diffusa tra le donne e tra le persone con un livello d’istruzione superiore. La consapevolezza però è migliorata solo parzialmente. Solo la metà dei genitori sa che l’Hpv è responsabile di altri tumori oltre a quello del collo dell’utero. Solo il 42,6% sa che il virus è responsabile dei condilomi genitali. E un terzo dei genitori pensa ancora che sia un virus che colpisce esclusivamente le donne. Tra le fonti d’informazione indicate dai genitori prevalgono internet, i dépliant e le campagne informative, i servizi vaccinali delle Asl. Tra i professionisti sanitari vengono citati maggiormente il ginecologo e il medico di medicina generale. Oltre alle campagne informative, le donne fanno più ricorso al ginecologo. Nel confronto con la precedente rilevazione del 2017, i media perdono peso. Quelli tradizionali vengono indicati dal 40,1% dei genitori, mentre internet e i social network dal 26,7%. Cresce la percentuale di genitori che citano come fonti informative i professionisti sanitari e il servizio vaccinale delle Asl.

Il Pap-test è uno strumento di prevenzione da tempo entrato a far parte dei comportamenti abituali delle donne italiane. È conosciuto dal 90,2% dei genitori e dal 94,6% delle donne. Il 50,8% dei genitori conosce l’Hpv-test. L’87,1% delle donne afferma che il proprio ginecologo ha consigliato il Pap-test. Il 58,9% di loro è stato sensibilizzato sull’importanza di trattare l’infezione da Hpv perché può causare il tumore al collo dell’utero. Solo al 35,7% è stato consigliato di effettuare l’Hpv-test. Il 40% delle donne riferisce di aver ricevuto informazioni puntuali sull’Hpv, le modalità di trasmissione e i rischi conseguenti.

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