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Dupilumab: disponibile in Italia come trattamento aggiuntivo di mantenimento per gli adulti affetti da BPCO non controllata e come primo trattamento per l-Esofagite eosinofila

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco che rende disponibile, in regime di rimborsabilità, dupilumab come trattamento aggiuntivo di mantenimento per gli adulti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva non controllata, caratterizzata da un aumento degli eosinofili nel sangue. È la prima terapia biologica mirata per la BPCO disponibile in Italia e il primo nuovo approccio terapeutico per questa malattia dopo decenni di terapie inalatorie

L’approvazione nazionale segue quella dell’Agenzia Europea del Farmaco, basata sui risultati di due studi registrativi di fase 3, BOREAS e NOTUS, che hanno coinvolto pazienti con BPCO non controllata nonostante la terapia inalatoria massimale. Tutti i pazienti inclusi negli studi erano in terapia inalatoria standard massimale.

L’obiettivo principale degli studi era il controllo della malattia tramite la riduzione delle riacutizzazioni moderate e gravi, ovvero picchi di peggioramento della patologia con aggravamento dei sintomi abituali, che possono portare all’ospedalizzazione, alla progressione della malattia fino, nei casi più gravi, alla morte. Infatti, nonostante la massima terapia inalatoria disponibile, il 50% delle persone con BPCO continua a presentare riacutizzazioni.

Dupilumab è il primo farmaco biologico mirato per la BPCO che offre una nuova prospettiva di gestione della patologia dopo decenni di terapie inalatorie. È un anticorpo monoclonale che agisce sulle due molecole chiave dell’infiammazione di tipo 2. Negli studi BOREAS e NOTUS, dupilumab ha dimostrato di ridurre sensibilmente jl tasso annualizzato di riacutizzazioni moderate o gravi della BPCO, di migliorare la funzione polmonare e la qualità di vita correlata alla salute, come valutato dal St. George’s Respiratory Questionnaire.

La BPCO è una malattia caratterizzata da un’ostruzione persistente delle vie aeree, da sintomi respiratori cronici e da frequenti riacutizzazioni che, nel tempo, compromettono progressivamente la qualità di vita. Rappresenta la terza causa di morte a livello globale e colpisce tra 300 e 400 milioni di persone nel mondo, con una proiezione di quasi 600 milioni di casi entro il 2050. Nel solo 2021 ha provocato 3,5 milioni di decessi, pari al 5% delle morti globali. In Italia viene spesso identificata quando è già in fase avanzata, con una riduzione della funzione respiratoria che può raggiungere il 50% al momento della diagnosi. Il peso economico e sociale della malattia è considerevole, amplificato da un’ampia sotto-diagnosi, dall’assenza di percorsi assistenziali strutturati e da un alto tasso di ospedalizzazioni.

Nonostante i progressi terapeutici, la mortalità legata alla BPCO rimane stabile, un dato attribuito alla diagnosi tardiva o incompleta della malattia, dei suoi sintomi e all’avvio ritardato o non ottimale delle terapie. Una quota di pazienti presenta inoltre un’infiammazione di tipo 2 alla base della patologia, una forma specifica di infiammazione cronica che può favorire la persistenza dei sintomi e aumentare la frequenza delle riacutizzazioni. In questo contesto, l’arrivo prossimo di dupilumab come nuova terapia mirata rappresenta un’opportunità cruciale per migliorare la gestione clinica dei pazienti.

Dupilumab è un anticorpo monoclonale umano che inibisce le vie di segnalazione di interleuchina-4 e interleuchina-13, centrali nell’infiammazione di tipo 2. Non è un immunosoppressore e vanta un ampio profilo di sicurezza, con oltre 1.000.000 di pazienti trattati a livello globale nelle diverse indicazioni.

Il farmaco è già approvato in oltre 60 Paesi per diverse patologie croniche legate all’infiammazione di tipo 2, inclusa dermatite atopica, asma grave, rinosinusite cronica con poliposi nasale, esofagite eosinofila, prurigo nodularis e orticaria cronica spontanea.

In Italia, dupilumab è rimborsato per le seguenti patologie: dermatite atopica grave in adulti e adolescenti dai 12 anni di età; grave nei bambini dai 6 mesi di vita agli 11 anni d’età; asma grave a partire dai 6 anni di età; rinosinusite cronica con poliposi nasale grave negli adulti; esofagite eosinofila dai 12 anni d’età in avanti; prurigo nodularis nei pazienti adulti.

In contemporanea alla rimborsabilità nella broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti, dupilumab ha ottenuto in questi giorni anche per ’l’esofagite eosinofila pediatrica a partire da 1 anno di vita.

Sempre in Gazzetta Ufficiale è stata anche pubblicata la determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che rende disponibile, in regime di rimborsabilità, dupilumab come trattamento dell’esofagite eosinofila nei bambini a partire da un anno di età.

Questa approvazione riguarda i bambini di età compresa tra 1 e 11 anni di almeno 15 kg di peso e che non sono adeguatamente controllati, non sono candidati o sono intolleranti alla terapia medica convenzionale.

Si tratta di un traguardo fondamentale per questa popolazione di pazienti che sino ad ora non aveva opzioni per gestire una patologia cronica e progressiva che impatta notevolmente sulla qualità di vita e le relazioni sociali del bambino e di tutta la famiglia, in una fase particolarmente critica della vita, in cui una corretta nutrizione è essenziale per la crescita e lo sviluppo.

“Vivere con l’esofagite eosinofila significa affrontare ogni giorno difficoltà che vanno ben oltre i sintomi fisici”, afferma Roberta Giodice, Presidente di ESEO Italia, associazione di famiglie contro l’Esofagite Eosinofila e le patologie gastrointestinali eosinofile. “La necessità di svariati controlli ed esami invasivi per monitorare e mantenere stabile la remissione, le limitazioni alimentari, a volte anche autoinflitte, la paura del pasto, le ripercussioni sulla socialità e sulla vita scolastica possono pesare enormemente su bambini e adolescenti, così come sulle loro famiglie. Poter ampliare le opportunità di cura e disporre in commercio di una terapia mirata per questa patologia rappresenta una risposta concreta fondamentale ai bisogni dei pazienti e apre la strada a un miglioramento sostanziale della loro qualità di vita.”

La rimborsabilità in Italia si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 EoE KIDS, che ha dimostrato come la risposta a dupilumab nei bambini affetti da EoE sia simile a quella ottenuta nelle popolazioni di adulti e adolescenti per i quali il farmaco era già approvato e rimborsato. In particolare, nello studio dupilumab ha consentito la remissione istologica della malattia nella maggior parte dei pazienti, una riduzione della conta degli eosinofili intraepiteliali esofagei, una riduzione dei risultati endoscopici anomali e della gravità ed estensione della malattia e un miglioramento complessivo dei sintomi della EoE e della loro gravità, nonché la diminuzione del numero di giorni con almeno un sintomo. I risultati dello studio sono stati pubblicati nel “New England Journal of Medicine”.

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