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Un topografo/tomografo corneale di ultima generazione e di un dispositivo per l’esecuzione del cross-linking corneale del valore complessivo di 49mila euro. Sono i due importanti macchinari di ultima generazione che l’Oculistica dell’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo” ha potuto acquistare grazie alla generosissima elargizione di una coppia di coniugi di origine piemontese residenti a Trieste da quasi 30 anni, Anna Maria e Giorgio Ribotta hanno voluto fare, contestualmente a un’altra donazione all’Ospedale di Cattinara, per ringraziare la città dell’accoglienza ricevuta.

«A Trieste – hanno raccontato i coniugi Ribotta durante l’incontro avuto con le direzioni del Burlo – ci siamo subito trovati bene, quando ci arrivammo una trentina di anni fa per la prima volta. Dopo un successivo periodo di lavoro in Argentina, durato sette anni, al momento della pensione abbiamo deciso che rientrati in Italia avremmo vissuto a Trieste, città della quale siamo innamorati e dove abbiamo sviluppato molte amicizie partecipando costantemente alle stagioni musicali e teatrali, nonché a molte iniziative culturali. Volevamo, quindi, lasciare ai nostri concittadini un segno tangibile della profonda gratitudine che proviamo per la città e i suoi abitanti per averci accolto. Fare una donazione agli ospedali ci è sembrato il modo migliore per compiere un gesto che fosse utile a tutti. Per questo abbiamo scelto di donare a Cattinara e al Burlo strumentazioni utili e che finora non erano disponibili. In particolare – hanno concluso i Ribotta – per il Burlo abbiamo scelto macchinari che fossero utili per curare i piccoli pazienti affetti da gravi malattie oculari».

«Fa enorme piacere – ha dichiarato il Direttore Generale del Burlo, Stefano Dorbolò – essere supportati da persone che come in questo caso si attivano liberamente ed incondizionatamente per dare un segnale concreto di vicinanza; rappresenta per noi uno sprone e un incoraggiamento al miglioramento continuo dell’appropriatezza delle cure e della qualificazione dell’assistenza specialistica.

Ringraziamo Anna Maria e Giorgio per averci scelto e ci impegniamo a realizzare quello che la donazione rappresenta; un atto di reciprocità: ricevere per dare.  Credo che la migliore gratitudine per queste due persone speciali – ha concluso Dorbolò – sarà il silente grazie di tutti i bambini che potranno beneficiare giorno per giorno delle necessarie cure quale effetto di questo loro prezioso e generoso dono».

Il direttore della Struttura Complessa di Oculistica del Burlo, Stefano Pensiero ha ringraziato «i signori Ribotta a nome dell’intera equipe per la donazione di una sofisticata e versatile attrezzatura biomedica che dimostra la loro particolare attenzione nei confronti dei bambini con problemi oculistici. Poiché il nostro Istituto è Centro di riferimento regionale per il cheratocono in età pediatrica – ha aggiunto Pensiero -, sarà ora possibile non solo la diagnosi ma anche il trattamento di questa grave patologia progressiva, più aggressiva nel bambino, che spesso porta alla necessità di un trapianto di cornea. La diagnosi precoce di questa malattia e il suo trattamento tempestivo con cross-linking riduce infatti drasticamente la necessità di trapianto.

Maurizio Madonia, dirigente medico dell’Oculistica ha spiegato il funzionamento e l’utilizzo delle due attrezzature donate dai coniugi Ribotta. «Questo topografo – ha chiarito – permette di valutare la curvatura sia della superficie anteriore che di quella posteriore della cornea, proponendo la ricostruzione 3D della struttura corneale, utile anche in altre patologie corneali, nelle ulcere corneali post-infettive, negli astigmatismi irregolari, anche post-traumatici. Grazie allo studio dell’aberrometria corneale permette, inoltre, di ottenere una valutazione dell’impatto sulla visione dell’irregolarità corneale rilevata. Lo strumento può essere utilizzato, poi, per una simulazione dell’applicazione di lenti a contatto, per la valutazione dell’angolo irido-corneale nel glaucoma, ha un modulo che permette la valutazione della lacrimazione.

Il dispositivo per cross-linking è portatile, può essere applicato alla lampada a fessura, per i trattamenti nei ragazzi più grandi, o su un braccio mobile per effettuarli con bambino sdraiato o in anestesia.

Tramite l’applicazione di un collirio alla riboflavina e una irradiazione con raggi UV-A si ottiene un rinforzo delle connessioni tra le cellule dello stroma corneale che ne impedisce il distanziamento ed il conseguente sfiancamento corneale. Si utilizza, oltre che nel cheratocono, in casi già sottoposti a trattamento con laser per la correzione soprattutto della miopia, e sta iniziando la sua utilizzazione a tutte le età nelle ulcere corneali profonde per ridurre il rischio di dover effettuare una cheratoplastica».

«Vista la scarsa letteratura scientifica riguardante la cornea del bambino, sia dal punto di vista fisiologico che patologico – ha aggiunto in conclusione il dott. Pensiero -, e la qualità dell’attrezzatura donata dai signori Ribotta, potrà ora essere intrapresa, accanto a quella clinica, anche un’attività di ricerca in questo campo, come è doveroso in un Irccs».

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