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Dentisti e igienisti: alleati della salute orale per quasi 8 italiani su 10

Non solo figure tecniche ma sempre di più punti riferimento per stili di vita corretti sul fronte della prevenzione: oggi odontoiatri e igienisti dentali rappresentano un presidio fondamentale per la salute orale e, dunque, per il benessere generale. A rivelarlo è il recente sondaggio d’opinione sulla popolazione nazionale condotto da YouGov per conto di Curasept, che ha messo in luce come il 78% delle persone si informi e prenda ispirazione da dentisti e igienisti dentali in tema di cura della bocca: un risultato che testimonia l’alta fiducia riposta nelle figure professionali. Al contrario, si nota una certa resistenza dell’argomento a farsi strada al di fuori dello studio dentistico, dato che soltanto il 15% dei rispondenti ne parla con amici o parenti, e solo il 4% si fa ispirare da influencer e social network.

A conferma del ruolo di guida del professionista, lo studio evidenzia come sia il consiglio del dentista o dell’igienista, ma anche del farmacista, a guidare l’acquisto dei prodotti per la routine quotidiana di igiene orale: il 40% si affida al loro parere per la scelta dello spazzolino e il 38% per la scelta del dentifricio.

Il consiglio del professionista emerge come un punto di riferimento per il paziente, non solo per la scelta dei trattamenti da effettuare nello studio odontoiatrico, ma anche per consigli e buone pratiche che supportino la prevenzione orale, oltre che per la selezione dei prodotti da utilizzare. “Riteniamo che questo ruolo fondamentale di guida sia di grande valore e un riconoscimento per tutti i professionisti della salute orale” commenta Marta Giovannardi, Biostatistician and Quality Assurance Specialist di Curasept. “E’ un ruolo di enorme importanza non solo per cura delle patologie, ma nella divulgazione e nella di creazione di maggiore consapevolezza verso i concetti chiave della prevenzione e delle buone pratiche per la cura della bocca: sono proprio dentisti ed igienisti che hanno la possibilità di creare cambiamento, portando l’attenzione delle persone sulla cura della salute orale come veicolo anche per il benessere generale”. Un vero e proprio appello ai professionisti a valorizzare la relazione con il paziente guidandolo verso una maggiore consapevolezza. La ricerca mostra, infatti, una sostanziale inconsapevolezza sul legame tra salute orale e salute generale: quasi la metà degli italiani non sa, o non riconosce, che i batteri del cavo orale possono diffondersi nel resto del corpo, alimentando così altre patologie organiche. “Come azienda siamo impegnati nella divulgazione per sostenere il cambiamento culturale e siamo al fianco del professionisti anche in questo ruolo educativo che riteniamo primario”.

Un aspetto di grande rilevanza è l’esperienza del paziente in studio, dove la dimensione relazionale diventa centrale. Non di rado sottovalutata, la comunicazione tra professionista e paziente è però determinante per favorire le pratiche di prevenzione, l’adesione alle terapie, ma anche per ridurre lo stato d’ansia del paziente durante la visita.

Nella costruzione di un rapporto di fiducia la scelta delle parole, il tono e l’empatia possono fare la differenza nel percorso di cura. Secondo la ricerca, le frasi che trasmettono maggiore tranquillità ai pazienti durante un trattamento sono quelle che esprimono positività, esperienza, cura, ascolto e interesse a terminare in breve tempo: la frase più rassicurante, per il 67% dei rispondenti, è “Stai andando benissimo, ancora pochi minuti e abbiamo finito”, seguita da “Se senti dolore, alza la mano”, rassicurante per il 52% dei rispondenti, mentre per il 45% risultano rassicuranti anche le frasi “E’ una procedura di routine, la faccio tutti i giorni” e “Non preoccuparti, sentirai solo un pizzicotto”.

Al contrario, le frasi che generano più ansia risultano essere quelle che cercano di minimizzare il dolore, come “Non fare caso all’ago, ci metto un attimo”, frase ritenuta ansiogena per il 35% delle persone, ma in particolare quelle che richiedono al paziente di resistere o di non muoversi, come nel caso di “Darà un po’ fastidio, ma resisti”, commento ritenuto non rassicurante per il 39% dei rispondenti e “Mi raccomando, cerca di non muoverti, altrimenti dobbiamo rifarlo”, ansiogena per il 43% delle persone.

Proprio in tema di esperienza dello studio dentistico, il sondaggio ha chiesto agli italiani quale fosse il ricordo e l’età indicativa della loro prima visita. La maggior parte dei partecipanti dichiara di essere stato per la prima volta dal dentista fra i 7 e gli 11 anni, mentre il 28% avrebbe affrontato la prima visita entro i 6 anni d’età, percentuale che si alza fino al 41% se si considerano le sole risposte della GenZ. Al contrario, solo il 17% fra i più senior sarebbe andato dal dentista entro i 6 anni, segnale che negli anni ha iniziato a diffondersi una maggiore sensibilità sulla salute della bocca, correlata alla necessità di portare i più piccoli da dentista in età prescolare.

Il ricordo della prima visita dal dentista, pare, non si scorda mai. E cambia in modo significativo con la generazione di appartenenza. In linea con l’avanzare delle tecnologie mediche, dei metodi diagnostici e anche delle capacità comunicative dello staff, le generazioni più giovani, come la GenZ, conserva ricordi positivi: l’11% li valuta molto positivi e il 41% abbastanza positivi. Percentuali che si abbassano notevolmente fra i più senior, come Baby Boomer e Silent Generation: solo il 5% di loro conserva un ricordo molto positivo delle prime visite dal dentista, e il 20% ne ha un ricordo abbastanza positivo. I più senior risultano essere anche coloro che hanno vissuto le peggiori prime esperienze dal dentista: il 16% di loro dichiara di avere ricordi molto negativi, percentuale che si dimezza nelle opinioni dei GenZ.

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