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Da Omceo Roma una guida per corretto accesso al pronto soccorso

Si è svolto, presso l’Ordine provinciale dei medici-chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, un evento dal titolo ‘Accesso al Pronto soccorso Conoscere per scegliere‘, per offrire ai cittadini uno strumento semplice e diretto per comprendere quando è davvero necessario ricorrere al Pronto Soccorso e come farlo correttamente. L’obiettivo dell’iniziativa, con la pubblicazione di un’apposita brochure, è quello di promuovere un uso consapevole delle risorse sanitarie, tutelando la salute di tutti e migliorando l’efficienza del sistema. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Antonio Magi, presidente OMCeO Roma, Brunello Pollifrone presidente Cao Roma e Giovanni Migliano, consigliere OMCeO Roma.

“Sapere quando andare al pronto soccorso, quali sono gli strumenti per scegliere il pronto soccorso, diventa importante per la salvaguardia di quelle che sono le patologie, specie quelle cosiddette tempo-dipendenti – ha dichiarato all’Agenzia Dire il presidente Magi – È chiaro che diventa fondamentale sapere come utilizzarlo, sapere come funziona, quali sono i codici di accesso ai pronto soccorso e, soprattutto, quando non è necessario andare a pronto soccorso. Poi, bisogna provare a mettere in moto tutte quelle strutture sanitarie che permettano al cittadino di trovare il servizio di cui necessita al di fuori del pronto soccorso. Purtroppo le visite specialistiche o prestazioni specialistiche sul territorio sono molto carenti, per cui il cittadino, pur di superare una necessità e magari ha una lista d’attesa di un anno per fare una visita dall’ortopedico, va di corsa al pronto soccorso e risparmia pure il ticket. Quindi, su questo bisogna che il cittadino sia informato e che le istituzioni si mettano in moto per poter risolvere questo problema”.

Per far fronte al problema delle aggressioni al personale Magi ha Gli organici devono essere al completo, le strutture devono essere organizzate in maniera tale che non ci sia mai contatto diretto tra le strutture, tra la parte sanitaria rispetto alla parte di attesa, nella maniera più assoluta, e mettere in moto tutti quei meccanismi che sono di informazione perché, molto spesso, è la mancata informazione da parte di chi sta attendendo che poi crea situazioni particolari. Anche se, con una statistica curiosa che voglio dire, il 15% delle aggressioni viene fatto da uno che sta lì per caso, che non c’entra nulla con il pronto soccorso, il ‘Robin Hood’ della situazione”.

Sul problema delle liste di attesa, per il presidente di OMCeO Roma, “bisognerebbe creare tre liste più corte con un percorso differenziato tra uno e l’altro”, per le malattie croniche, per la prevenzione e per chi necessita di cure urgenti, così facendo “sicuramente si offrirebbe un servizio migliore ai cittadini”.

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