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Carcinoma della Tiroide e della Mammella: identificato un nuovo meccanismo che consente alle cellule tumorali di adattarsi e diffondersi in modo più aggressivo

Uno studio del Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell’IRCCS di Reggio Emilia ha identificato un nuovo meccanismo che consente alle cellule tumorali di adattarsi e diffondersi in modo più aggressivo.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Journal of Experimental & Clinical Cancer Research”, condotta dal dottor Emanuele Vitale con il gruppo di ricerca coordinato dalla dottoressa Alessia Ciarrocchi, dimostra che RUNX2, proteina che lega il DNA, è in grado di dirottare il metabolismo delle cellule tumorali promuovendo la loro aggressività, in particolare nel carcinoma della tiroide e della mammella.

I ricercatori hanno scoperto che quando RUNX2 viene riattivato in maniera anomala nelle cellule tumorali agisce come un “interruttore metabolico” accendendo la “Fabbrica dei Grassi”, ovvero promuovendo i processi di sintesi dei lipidi, fondamentali per il supporto energetico e per la struttura delle cellule tumorali. Il meccanismo chiave di questa riprogrammazione risiede nella cooperazione di RUNX2 con un’altra proteina, chiamata SREBP1, che è un regolatore fondamentale della sintesi dei grassi.

Questo cambio di strategia metabolica, noto come rewiring metabolico, risulta fondamentale per fornire alle cellule tumorali i mattoni molecolari necessari non solo per crescere rapidamente, ma anche per diventare più plastiche e resistenti, facilitando il processo di metastasi.

L’analisi effettuata su pazienti con carcinoma tiroideo e mammario con metastasi a distanza ha confermato che i tumori con i livelli più elevati di RUNX2/SREBP1 manifestano un maggiore potenziale metastatico e una maggiore aggressività clinica.

“Questi risultati non sono solo una descrizione del comportamento delle cellule tumorali, ma aprono nuove prospettive terapeutiche” – spiega il dottor Vitale -. “Comprendere come RUNX2 e SREBP1 lavorano insieme per promuovere la produzione di lipidi potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci mirati a bloccare questo carburante metabolico, lasciando le cellule sane indenni e riducendo l’aggressività del tumore”. “Siamo orgogliosi di questo risultato e di come il nostro Laboratorio sia cresciuto in maniera importante negli ultimi anni – spiega la dottoressa Ciarrocchi – divenendo un punto di riferimento e di eccellenza nell’ambito della Ricerca Molecolare applicata ai tumori a livello nazionale e internazionale”.

Il progetto di ricerca è stato finanziato dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ed è frutto della collaborazione del Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia con la Thomas Jefferson University e il Wistar Institute.

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