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Apnee ostruttive del sonno: a Vittorio Veneto oltre mille pazienti seguiti con il telemonitoraggio

Colpiscono oltre il 20-30% della popolazione adulta nelle fasce d’età più avanzate, eppure rimangono ancora largamente sotto-diagnosticate. Se non trattate, possono associarsi a conseguenze serie per la salute: aumento del rischio cardiovascolare, ipertensione, diabete e incidenti legati alla sonnolenza diurna: stiamo parlando delle apnee ostruttive del sonno, un disturbo respiratorio caratterizzato da ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno, causate dal collasso delle vie aeree superiori.
Per gestire questa patologia nel modo più “comodo” possibile per i pazienti, la Pneumologia Territoriale dell’ospedale di Vittorio Veneto ha sviluppato un modello di presa in carico che oggi permette di seguire a domicilio 1.048 pazienti affetti da disturbi respiratori del sonno, attraverso i dispositivi CPAP, ovvero apparecchi che, indossati durante la notte, mantengono le vie aeree aperte garantendo una respirazione regolare.
Il punto di forza di questo approccio è il telemonitoraggio: grazie a sistemi digitali collegati ai dispositivi, i professionisti della Pneumologia Territoriale dell’ospedale di Costa possono controllare a distanza l’efficacia della terapia, verificare che il paziente la segua con regolarità e intervenire tempestivamente in caso di problemi, senza che sia necessario recarsi in ospedale.
Un ulteriore strumento a disposizione dei pazienti è la piattaforma regionale di telemedicina “Ticuro”, già attiva nell’Ulss 2: una soluzione integrata che consente di effettuare televisite specialistiche, teleconsulti, telemonitoraggio e teleassistenza infermieristica, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
«L’offerta terapeutica per i pazienti con apnee del sonno si è profondamente trasformata negli ultimi anni – spiega il dr. Luigi Marino, responsabile della Pneumologia Territoriale -. Grazie al lavoro svolto siamo oggi in grado di monitorare l’efficacia della terapia in tutta l’Ulss 2 e, se necessario, intervenire anche da remoto per ottimizzare il trattamento. Il paziente viene seguito con continuità, senza dover ogni volta venire fisicamente in ospedale».
Il tema è stato al centro anche della nona edizione del Corso Nazionale OSAS, svoltosi nelle scorse settimane all’Ospedale di Vittorio Veneto, che ha riunito alcuni tra i maggiori esperti italiani della patologia. Un riconoscimento dell’eccellenza costruita in questi anni dalla Pneumologia territoriale nel panorama nazionale della cura delle malattie respiratorie croniche, attraverso telemonitoraggio e teleassistenza infermieristica.
“A rendere possibili questi risultati – sottolinea il dr Marino – la collaborazione con la Direzione Medica del Presidio Ospedaliero di Vittorio Veneto, diretta dal dr Michelangelo Salemi, e con le UOC di Pneumologia, che hanno costruito una rete clinica capace di garantire continuità assistenziale, appropriatezza prescrittiva e monitoraggio costante dei pazienti”.

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