Al via a Riccione il XXXII Congresso Nazionale SICP

Garantire anni di qualità della vita libera da sofferenze inutili per le persone malate e per le loro famiglie, rispetto l’attuale presa in carico media di meno di 45 giorni. Colmare il divario dell’assistenza palliativa pediatrica, oggi assicurata a poco meno di 3.000 minori assistiti a fronte di oltre 10.000 che ne avrebbero bisogno. Coprire il 100% dei contratti offerti nelle scuole di specializzazione in Cure Palliative rispetto all’attuale 30% di adesione. Presentare un position paper sul ruolo delle cure palliative rispetto alla richiesta di suicidio medicalmente assistito.

Sono questi alcuni dei principali temi al centro del XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative, in programma dal 20 al 22 novembre a Riccione. Un appuntamento che quest’anno assume un valore strategico per il Sistema Sanitario Nazionale, impegnato nel completamento entro il 2028 della rete nazionale di cure palliative prevista dalla legge 197/2022.

Il Congresso si apre con i saluti istituzionali di Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, a testimonianza della forte attenzione regionale verso la costruzione di modelli avanzati e integrati di assistenza.

L’edizione 2025 si distingue per l’ampiezza della partecipazione: circa 1.500 partecipanti, oltre 230 faculty, centinaia tra medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali e volontari.  Tra gli ospiti, funzionari del Ministero della Salute, rappresentanti di AGENAS, mondo accademico, presidenti delle principali società scientifiche italiane con cui SICP ha avviato partnership e tavoli di lavoro, grandi realtà del Terzo Settore — tra cui Federazione Cure PalliativeFaro, VidasFondazione Hospice MT. C. Seràgnoli, Fondazione Maruzza, Fondazione Floriani, SAMOT Onlus — e numerosi ospiti internazionali.

Una comunità professionale e culturale riunita attorno a un obiettivo comune: cambiare il modo in cui il Paese affronta la fragilità, dall’inizio alla fine di una malattia inguaribile e la qualità della cura nel tempo della vulnerabilità per le persone malate e le loro famiglie.

SICP 11.0 – Evoluzione delle reti per il rinnovamento del sistema sanitario nazionale. È questo il filo rosso del Congresso SICP 2025, che sottolinea il cambio di paradigma: anticipare la presa in carico delle persone e della loro famiglia fin dalla diagnosi di una patologia inguaribile e superare la visione delle cure palliative come intervento “dell’ultimo momento”, passando da un modello centrato sull’evento della morte a un modello che mette al centro la persona.

Il 2025 segna la conclusione del processo di accreditamento delle Reti di Cure Palliative avviato dall’Accordo 118/CSR/2020, ma, come ricorda Gianpaolo Fortini, Presidente SICP, la strada è ancora lunga: «Siamo sospesi tra due traguardi che parlano di responsabilità e di speranza. Le scadenze possono essere muri o porte: sta a noi scegliere. Ci sono ancora troppe persone che non riescono ad accedere alle cure palliative. Il nostro compito è presidiare il cambiamento con intelligenza, passione e cura».

In Italia la durata media della presa in carico di un paziente oncologico è oggi inferiore a 45 giorni, e solo un terzo dei 590.000 adulti che avrebbero diritto alle cure palliative vi accede realmente. Ancora più critica la situazione pediatrica in cui la possibilità di accedere ai Centri specialistici regionali, risulta estremamente disomogenea sul territorio italiano. Un dato che rivela un ritardo sistemico: la segnalazione verso le cure palliative è spesso tardiva e limitata agli ultimi giorni di vita.

SICP propone un cambio di prospettiva radicale: valutazione palliativa precoce, fin dalla diagnosi di una malattia inguaribile, estensione della presa in carico precoce a garanzia di anni di qualità di vita libera da sofferenze inutili, forte ed efficace integrazione ospedale–territorio, percorsi flessibili basati e costruiti sui bisogni reali e non sui tempi clinici della terminalità.

«Le cure palliative precoci — ricorda Flavio Fusco, responsabile scientifico del Congresso — non sono un lusso, ma un elemento di equità ed efficienza. Migliorano la qualità di vita, riducono i ricoveri inutili e orientano le reti verso un’assistenza realmente continua e integrata». In questa prospettiva, il Congresso 2025 rafforza la dimensione formativa con una faculty internazionale e sessioni dedicate alle nuove competenze delle équipe, ai modelli regionali a confronto e alla complessità culturale e sociale sui temi della fragilità e inguaribilità.

Nel programma del Congresso anche due ⁠laboratori sul benessere degli operatori, propedeutico alla nascita dell’Osservatorio per il benessere e uno riservato ai Coordinatori Regionali SICP per l’attività di advocacy al rafforzamento delle reti.

Il Congresso SICP dedica ampio spazio anche alle Cure Palliative Pediatriche, con sessioni che affrontano il tema dal punto di vista clinico, organizzativo e sociale, mettendo al centro i bisogni dei bambini e delle loro famiglie. Un ambito in cui il Paese ha compiuto passi avanti, ma dove permane un divario significativo tra il numero di bambini, bambine, ragazzi e ragazze che necessitano di assistenza e quelli che realmente accedono ai servizi.

Secondo il monitoraggio PalliPed 2022–2023, presentato nel programma congressuale e condotto dalla Prof.ssa Franca Benini con il contributo della Fondazione Maruzza, il numero di bambini seguiti dalle cure palliative pediatriche è passato dal 15% al 25% negli ultimi tre anni: 2.734 minori assistiti nel 2023, a fronte di oltre 10.000 che ne avrebbero bisogno. In Italia sono attivi 18 centri in 14 regioni e due province autonome, ma solo 13 hanno ottenuto il riconoscimento di “centro di riferimento regionale”, e soltanto 8 dispongono di un’équipe dedicata.

Una rete ancora fragile: nel Paese operano appena 9 hospice pediatrici, e solo due Regioni — Veneto e Liguria — soddisfano pienamente i criteri di accreditamento richiesti.

Per sanare questo divario, la SICP propone un modello nazionale più omogeneo, che garantisca: attivazione tempestiva della valutazione palliativa pediatrica, già a partire dalla diagnosi di patologia inguaribile; potenziamento delle équipe dedicate in tutti i centri di riferimento; copertura nazionale completa di hospice pediatrici secondo gli standard, per assicurare un supporto clinico e familiare adeguato; costruzione di reti regionali integrate che garantiscano continuità assistenziale, reperibilità h24 e caregiver support.

L’apertura del Congresso è affidata alla tavola rotonda sulla Ricerca in partnership, con la partecipazione dei presidenti di AIOM, AIPO, AIRO, AISD, FADOI, FNOPI, SIAARTI, SIGG, SIMG, SIN: un fronte multidisciplinare che rafforza l’integrazione clinica e scientifica delle Cure Palliative nel contesto sanitario nazionale.

Un ruolo centrale è dedicato anche alle Università, alle scuole di specializzazione e ai giovani professionisti, a cui sono riservate sessioni su formazione, ricerca, advocacy europea e futuro della disciplina.

Nonostante la recente istituzione della Scuola di Specializzazione in Medicina e Cure Palliative, la SICP lancia un allarme: le borse disponibili faticano a essere tutte assegnate. Secondo dati dell’ultimo concorso, solo 40 medici si sono immatricolati, pari a meno del 30% delle posizioni offerte.

In occasione del Congresso la SICP rilancia una proposta concreta: intensificare la formazione accademica con corsi obbligatori pre-laurea in cure palliative in tutti gli Atenei, partendo dalle facoltà di Medicina e di Scienze infermieristiche. E ancora, attraverso la presenza degli ospiti internazionali, stimoli per gli specializzandi su Ricerca europea, advocacy internazionale e futuro della disciplina.

L’edizione 2025 del Congresso SICP introduce anche un focus sull’Intelligenza Artificialee sull’innovazione, esplorando strumenti digitali, modelli predittivi e nuove tecnologie a supporto dell’assistenza.

Il Congresso affronta anche un tema spesso polarizzato nel dibattito pubblico: il fine vita, con la tavola rotonda “Il team di cure palliative di fronte alla richiesta di morte” in cui è previsto il confronto tra relatori di ambito clinico, universitario, giuridico, bioetico e religioso, tra cui monsignor Renzo Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

La sessione darà l’avvio alla discussione in plenaria con i soci e le socie durante la sessione conclusiva del congresso riguardo il position paper elaborato dal comitato per le questioni etiche SICP sul ruolo delle cure palliative rispetto al suicidio medicalmente assistito.

Il Congresso prevede una forte presenza del terzo settore con il ricco programma della cittadella FCP e il coinvolgimento dei giovani con la SYCP RUN dedicata alla cultura della cura.

“Le cure palliative sono il futuro della Medicina moderna anche nell’ambito pediatrico, sono un modo di intendere la cura e la vita. Ogni percorso assistenziale è unico — ricorda Franca Benini, Presidente Onoraria del Congresso — e custodire la dignità, il sollievo dalla sofferenza e il diritto alla scelta dall’inizio alla fine di un percorso di malattia inguaribile è il cuore della nostra professione”.

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