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A Padova eseguito un trapianto di fegato robotico

Sotto la guida del Direttore Generale dell’AOUP, il Dott. Giuseppe Dal Ben, e del Prof. Umberto Cillo, Direttore della Clinica Chirurgica Generale Epato-Bilio-Pancreatica e Centro Trapianto di Fegato, l’ospedale padovano ha segnato una nuova pietra miliare nella medicina internazionale eseguendo i primi trapianti di fegato con tecnica robotica.

Il trapianto di fegato è da sempre ritenuto uno degli interventi più complessi in assoluto a causa del volume dell’organo, della necessità di eseguire numerose e delicate anastomosi e dei tempi di impianto estremamente limitati. A differenza di altri organi, non esistono macchine in grado di sostituire temporaneamente le funzioni epatiche in caso di malfunzionamento, rendendo ogni passaggio critico.

I dati presentati posizionano Padova come il primo centro d’Italia per il trattamento dei tumori del fegato. Con una crescita costante dell’attività assistenziale, il centro ha registrato: 307 asportazioni di tumori epatici previste per il 2025; 143 trapianti di fegato stimati per il 2025. Una solida esperienza nella chirurgia robotica, con una “Road Map” che ha portato Padova a essere la prima serie occidentale al mondo per questo tipo di interventi.

La vera rivoluzione introdotta a Padova, definita come una prima assoluta al mondo, riguarda l’integrazione del trapianto robotico con la Machine Perfusion. Questa tecnologia permette di assistere l’organo durante le fasi del trapianto, ottimizzando i risultati della tecnica mini-invasiva rispetto alla chirurgia aperta tradizionale.

Il passaggio dalla chirurgia “open” a quella robotica non è solo una questione di prestigio tecnologico, ma si traduce in vantaggi concreti per i pazienti: Riduzione della degenza in terapia intensiva e in reparto; Minor dolore post-operatorio; Riduzione dei rischi di infezioni e complicanze della parete addominale; Migliore impatto estetico grazie a incisioni minime.

Il successo dell’intervento dipende da una complessa organizzazione di sala. Mentre il Prof. Cillo e un primo assistente operano da una doppia console robotica, al letto del paziente lavora un team multidisciplinare composto da un secondo assistente, anestesisti, strumentisti e infermieri specializzati, supportati da tecnologie di visione 4K e fluorescenza ICG.

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