Inclusione, equità e accesso alle cure, sono questi i temi su cui circa 30 associazioni pazienti si sono confrontate in occasione della decima edizione del “Patient Advocacy Network” con l’obiettivo di individuare azioni e proposte da sottoporre alle istituzioni per una sanità sempre più partecipata. Durante l’evento sono intervenuti rappresentanti istituzionali e del mondo sanitario, contribuendo alla riflessione sull’importanza di un coinvolgimento attivo e qualificato delle organizzazioni di pazienti nella programmazione delle politiche sanitarie.
Le Associazioni pazienti, nel corso di questa edizione, hanno individuato cinque priorità per contribuire a migliorare il sistema salute. Si punta a una nuova governance e organizzazione dei PDTA, con strutture più coordinate e aggiornamenti rapidi, accompagnati da una gestione regionale più efficace e da valutazioni trasparenti delle performance. È fondamentale rafforzare la comunicazione e la fiducia tra cittadini e istituzioni, attraverso sportelli di orientamento, maggiore accessibilità ai servizi, piena applicazione dei LEA e rendicontazione chiara dei risultati. Sul fronte dell’accesso e della presa in carico, si propone un modello unico integrato, lo sviluppo di Case di Comunità moderne e la semplificazione delle prenotazioni. Grande attenzione è dedicata anche alla partecipazione e capitale sociale, attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni pazienti nei tavoli permanenti di confronto, co-progettazione dei servizi e iniziative di educazione sanitaria. Infine, si punta a valorizzare le competenze e l’attrattività delle professioni sanitarie, migliorando le condizioni di lavoro, rendendo più chiari i percorsi di carriera e rafforzando le capacità di management a livello regionale.
Il Patient Advocacy Network è uno spazio di confronto e co-progettazione capace di mettere in relazione associazioni di pazienti, istituzioni, università, comunità scientifica e settore privato. L’iniziativa, organizzata da ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore con il supporto non condizionato di AstraZeneca, ha visto quest’anno la sua decima edizione in una due-giorni di confronto sulle principali sfide sanitarie del sistema nazionale e dei sistemi regionali.
“Dieci anni di lavoro comune rappresentano un grande risultato per l’attività che ALTEMS conduce per aumentare la capacità di dialogo e le competenze del mondo delle associazioni civiche. Questa è una ricchezza e un patrimonio che continueremo a coltivare anche per gli anni futuri per lo sviluppo del Servizio sanitario nazionale”, ha dichiarato Giuseppe Arbia, Direttore ALTEMS, Università Cattolica del Sacro Cuore.
Nel 2025 il Patient Advocacy Network ha dedicato particolare attenzione alle differenze territoriali nei percorsi di diagnosi, cura e presa in carico, con l’obiettivo di far emergere priorità condivise. Le due giornate di incontri, workshop e confronti con i rappresentati istituzionali e professionisti della comunicazione hanno rappresentato un momento di confronto guidato, dando spazio ad attività dedicate a esplorare le principali condizioni che ancora oggi ostacolano un accesso equo ai servizi sanitari nelle diverse Regioni.
L’intero percorso si è posto come un esercizio operativo di partecipazione: un’occasione per mettere a sistema il ruolo attivo delle organizzazioni di advocacy, in coerenza con la cornice normativa che oggi riconosce formalmente il loro coinvolgimento nei processi di programmazione sanitaria.
Maria Teresa Petrangolini, Direttrice Patient Advocacy Lab (PAL), di ALTEMS, Università Cattolica del Sacro Cuore ha affermato: “equità, accesso alle cure, lotta alle disuguaglianze rappresentano i grandi must per la sanità del futuro che sia sostenibile ma allo stesso tempo attenta e amorevole nei confronti delle persone con bisogni di salute. Per questo il ruolo di un network di associazioni di pazienti è fondamentale non solo per ricordare che la nostra costituzione pone al suo centro il diritto alla salute ma per esercitare una funzione fondamentale di tutela e di promozione della prevenzione, la cura e la riabilitazione per tutti i cittadini, nessuno escluso”.
Di fronte a disuguaglianze nell’accesso all’innovazione, differenze territoriali, barriere economiche e sociali, e alla necessità di mettere davvero in primo piano i bisogni e le richieste dei pazienti anche in un contesto di rapido e crescente cambiamento globale è indispensabile un impegno condiviso anche con le aziende.
“L’accesso appropriato e tempestivo all’innovazione è il banco di prova su cui si misurano l’inclusione e l’equità. Le associazioni pazienti hanno un ruolo fondamentale in questo scenario per orientare le decisioni sanitarie ma vanno abilitate con gli strumenti, le occasioni e i luoghi di confronto più adatti – ha commentato Francesca Patarnello, VP Market Access & Government Affairs di AstraZeneca Italia – Lo scenario attuale ci mostra quanto rapidamente stia cambiando l’equilibrio globale e non è sempre facile decifrare quali saranno gli impatti a lungo termine di queste evoluzioni. Solo collaborando in modo strutturato e costruttivo possiamo fare sì che l’innovazione continui ad essere una priorità e che l’importanza del ruolo delle associazioni venga pienamente riconosciuto”.


