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La seconda giovinezza dei muscoli

Con l’avanzare dell’età i muscoli tendono a perdere parte della massa, e dunque della forza, oltre che la capacità di ripararsi e rigenerarsi in seguito a traumi o danni. Aumenta così nelle persone più anziane il rischio della perdita di autonomia e di una maggiore fragilità.

Un nuovo studio internazionale, coordinato dall’Università Pompeu Fabra di Barcellona con la partecipazione di numerosi laboratori, tra cui quello del gruppo di Antonio Musarò della Sapienza Università di Roma, e pubblicato sulla rivista “Nature Cell Biology”, ha permesso di individuare il potenziale meccanismo che permetterebbe di mantenere giovani le cellule staminali dei muscoli nei soggetti anziani. Si tratta di un fattore di trascrizione, FoxO, che regola l’espressione genica, quella serie di eventi che traducono le informazioni contenute in un gene e che portano alla formazione di una proteina.

Lo studio ha dimostrato che farmaci sperimentali che attivano FoxO possono ringiovanire e rispristinare la funzionalità delle cellule staminali geriatriche, consentendo a un muscolo vecchio di attivare processi rigenerativi che sono tipici di un muscolo giovane.

I risultati dello studio suggeriscono che le cellule staminali dei muscoli non invecchiano tutte allo stesso modo e che ne esiste un sottogruppo che può mantenere la capacità di rigenerarsi anche nei soggetti in età geriatrica. In seguito a un trauma o alle diverse condizioni in cui un muscolo è danneggiato e necessita di un processo riparativo, la rigenerazione del muscolo scheletrico avviene grazie a una popolazione di cellule staminali, le cellule satelliti, che normalmente sono in uno stato di quiescenza. 

“In età avanzata – spiega Antonio Musarò del Dipartimento di Scienze anatomiche istologiche medico legali e dell’apparato locomotore della Sapienza – in questo sottogruppo di cellule staminali, le cellule satelliti, questo fattore tende a funzionare meno, causando una perdita della capacità rigenerativa di queste cellule”. 

La ridotta funzionalità di queste cellule satelliti con l’avanzare dell’età, porta a una diminuzione della capacità del muscolo di riparare un danno o di mantenersi attivo. Fino a oggi i meccanismi, cellulari e molecolari, responsabili di questa disfunzione rigenerativa di un muscolo vecchio non erano stati del tutto chiariti; le conoscenze ora acquisite sul fattore FoxO, seppure attualmente lo studio sia stato condotto solo su modelli animali, aprono la strada a possibili approcci per migliorare la salute delle persone anziane debilitate dalla perdita di massa muscolare o dei pazienti affetti da patologie neuromuscolari.

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