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Oltre 83 milioni di euro per 17mila lombardi in condizione di non autosufficienza

La Giunta regionale della Lombardia ha deliberato il Programma operativo a favore di persone con grave o gravissima disabilità e anziani non autosufficienti, a cui destinare quasi 71 milioni di euro del Fondo nazionale per le non autosufficienze e 12,6 milioni di euro aggiuntivi da parte di Regione Lombardia suddivisi in Misure B1 e B2.

“Le Aziende socio-sanitarie territoriali con le Agenzie di tutela della salute – spiega l’assessore Bolognini – sono il riferimento per le persone che rientrano nella condizione disabilità gravissima mentre gli Ambiti territoriali/Comuni sono i punti di accesso per i disabili gravi o gli anziani non autosufficienti. Di queste due Misure l’anno scorso hanno beneficiato complessivamente poco più di 17 mila cittadini lombardi, di cui 6.635 disabili gravissimi, un dato stimato in aumento almeno del 10% anche per questa annualità”.

La ‘nuova’ Misura B1 supera il precedente modello, che prevedeva un buono mensile di 1.000 euro attribuito in modo indifferenziato a chi ne aveva diritto. Ora i tipi di intervento sono due: uno indirizzato a chi è totalmente assistito al domicilio, con l’erogazione di un ‘buono’ mensile di massimo 1.100 euro, cui si può aggiungere un ‘voucher’ mensile per gli adulti fino a 360 euro e per i minori fino a 500 euro; l’altro, si rivolge al disabile che frequenta un servizio educativo o scolastico, oppure che è inserito in un Centro diurno per massimo 14 ore, e prevede un ‘buono’ mensile di 600 euro come riconoscimento del carico assistenziale per la famiglia, cui si aggiunge un voucher mensile fino a 360 euro per gli adulti e fino a massimo 500 euro per i minori.

“La finalità di questa Misura – dice Bolognini – è la promozione del maggiore benessere e della qualità della vita di queste persone in un contesto più ampio di inclusione sociale e di socializzazione. Con un’importante novità per i minori, che ora verranno sostenuti attraverso il ‘voucher’, con interventi socio-sanitari e di supporto socio-educativo”.

In particolare, per quanto riguarda le persone con disabilità gravissima, Regione Lombardia interverrà a sostegno di chi è in dipendenza vitale, ad esempio le persone in stato vegetativo o con ventilazione assistita o con Sla in stadio terminale, così pure i disabili con disturbi dello spettro autistico, ritardo mentale o gli anziani con demenza.

“In situazioni di particolare intensità – aggiunge Bolognini -, che necessitano cioè di un’assistenza continua e di un monitoraggio sulle 24 ore, come per le persone ventiloassistite almeno 16 ore al giorno e/o con nutrizione parenterale, abbiamo introdotto un nuovo percorso, cui il nucleo familiare può aderire. Riconosceremo un sostegno complessivo mensile di 1.900 euro, suddivisi in un ‘buono’ mensile di 500 euro alla famiglia e in un ‘voucher’ mensile fino a 1.400 euro per l’acquisto di massimo 20 ore settimanali di prestazioni assistenziali al domicilio, a integrazione di quelle che già eventualmente riceve dai servizi di assistenza domiciliare e in base al progetto individuale. Tutto ciò in alternativa a quanto previsto dalla Misura B1. Un’offerta sperimentale, che incide in modo rilevante a supporto dell’assistenza alla persona, in modo da sollevare la famiglia dal carico di cura”.

Per quanto riguarda le persone disabili gravi e anziani non autosufficienti che si rivolgeranno agli Ambiti territoriali/Comuni, Regione Lombardia ha confermato il sostegno alla famiglia che assiste direttamente la persona fragile oppure si avvale di una persona assunta regolarmente. Permane l’attenzione altresì per le persone disabili con progetto di vita indipendente e così pure per i minori disabili per i quali sono riconfermati gli interventi già realizzati l’anno scorso.

“Entrambe le misure, tengo a sottolineare, – conclude Bolognini -, sono orientate a sostenere il carico assistenziale delle famiglie con l’obiettivo di mantenere al domicilio la persona fragile, prevenendo l’istituzionalizzazione, per favorire piuttosto l’inclusione sociale”.

Alle Ats, quest’anno, nell’ambito della loro funzione di governance, è stata assegnata un’azione di controllo su almeno il 5% delle persone gravissime beneficiarie della Misura B1, per rilevare la corretta realizzazione del processo di valutazione e di predisposizione del progetto individuale.

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