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3D Systems: dalla scansione digitale al sorriso per il paziente

I laboratori odontotecnici investono nell’odontoiatria digitale da decenni, ma solo oggi la tecnologia è in grado di garantire risultati concreti su scala produttiva. Due realtà all’avanguardia, Evolution Dental Solutions e GPS Digital RPD, mostrano come la stampa 3D di nuova generazione stia trasformando la produzione di protesi totali e protesi parziali rimovibili, rendendola più rapida, precisa e altamente scalabile.

Evolution Dental Solutions ha compiuto un passo decisivo oltre la fresatura tradizionale, adottando un flusso interamente digitale basato sulla stampa 3D multimateriale con il sistema MultiJet NextDent 300 di 3D Systems.

Grazie alla stampa congiunta di denti e gengiva in un unico componente monolitico, EDS è in grado di attivare una produzione “lights-out” di 20–30 protesi totali al giorno, assicurando una resa costante e un’estetica altamente realistica.

“Per noi è fondamentale ottenere risultati uniformi”, dichiara Josh Jakson, Chief Case Designer di Evolution Dental Solutions. “NextDent 300 ci garantisce un processo di stampa 3D che possiamo davvero portare su scala”.

I più recenti progressi nei materiali permettono inoltre di polimerizzare le protesi direttamente sulla piattaforma di stampa, con benefici in termini di stabilità cromatica e durabilità. Secondo EDS, il laboratorio non ha registrato alcun fallimento di produzione né reclami da parte dei clienti.

Presso GPS Digital RPD, gli stessi principi della progettazione e produzione digitale vengono applicati alle protesi parziali rimovibili.

Tradizionalmente, la realizzazione di una RPD richiede numerosi passaggi manuali: dalla fabbricazione delle strutture metalliche all’assemblaggio di denti e componenti gengivali, fino alle regolazioni finali per garantire un corretto adattamento. Un processo che spesso porta i tempi di produzione a 15 giorni lavorativi o più.

GPS Digital RPD ha rivoluzionato questo flusso integrando due tecnologie complementari di 3D Systems. Le stampanti 3D metalliche DMP Flex 200 consentono di produrre su larga scala strutture in cobalto-cromo e titanio attraverso una produzione non presidiata, raggiungendo una capacità fino a 130 strutture al giorno. Il sistema MultiJet NextDent 300, invece, permette di realizzare in un’unica stampa basi protesiche e denti monolitici dall’estetica altamente realistica.

“Il nostro team può consegnare la prima RPD finita entro nove giorni, spesso anche meno”, afferma Josh Williams, General Manager di GPS Digital RPD. “In precedenza, anche con un workflow digitale e stampanti 3D di generazione precedente, i tempi di consegna arrivavano facilmente a 15 giorni lavorativi. È un miglioramento enorme: riduce sensibilmente i tempi di produzione e, al tempo stesso, offre un evidente salto di qualità e precisione di adattamento”.

Oltre alla velocità, la stampa 3D multimateriale consente ai laboratori di affrontare con efficacia anche i casi anatomicamente più impegnativi, che in passato risultavano difficili, se non impossibili, da gestire con lavorazioni manuali.

“In molti casi clinici lo spazio disponibile è estremamente ridotto o le geometrie sono particolarmente complesse: parliamo di pochi millimetri di tolleranza”, spiega Williams. “Gestire queste situazioni manualmente è quasi impossibile. In questo modo, invece, diventa tutto più semplice”.

Il salto di qualità è evidente anche sul piano estetico. “La combinazione di due materiali distinti permette di ottenere protesi incredibilmente realistiche. Siamo nettamente oltre l’accuratezza e la ripetibilità dei processi manuali: le tonalità dei materiali sono quasi perfette e non registriamo alcuna delaminazione”.

Nel loro insieme, questi due laboratori raccontano un cambiamento strutturale che sta attraversando l’intero settore. Ciò che fino a ieri era considerato sperimentale è oggi maturo per la produzione: workflow completamente digitali dalla scansione al dispositivo protesico finale, stampa multimateriale per un’estetica sempre più naturale, integrazione di metallo e polimeri all’interno di un unico ecosistema digitale, produzione “lights-out” su scala industriale, tempi di consegna ridotti e un miglior adattamento per il paziente.

Per i laboratori che devono gestire una domanda in crescita, margini sempre più compressi e aspettative di risultati più rapidi da parte dei pazienti, l’era dell’odontoiatria rimovibile interamente digitale è ormai una realtà.

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