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Ripristinare funzioni vitali e qualità di vita dopo l’asportazione di un tumore alla prostata: le opzioni terapeutiche risolutive e sostenibili per l’incontinenza urinaria maschile

La World Continence Week consentirà di discutere, dal 20 al 26 giugno, in tutto il mondo, i problemi legati alla continenza maschile e di fare il punto sulle soluzioni terapeutiche oggi disponibili. Ogni anno, in Italia, a circa 36.000 uomini viene diagnosticato un cancro alla prostata, tuttora la neoplasia più diffusa fra gli over 50. Di questi, circa 16.000 vengono sottoposti a prostatectomia, cioè l’asportazione radicale del tumore. A seguito dell’intervento, l’80% dei pazienti sviluppa incontinenza urinaria che nel 5-10% dei casi può persistere, con vari livelli di gravità,  anche a distanza di un anno.

Oggi, il settore Life Science mette però a disposizione dei pazienti soluzioni terapeutiche efficaci e risolutive, rispetto ai presidi per incontinenza ampiamente utilizzati, quali gli Sfinteri Urinari Artificiali.

Ma il Servizio Sanitario Nazionale riesce a coprire solo il fabbisogno del 24% dei pazienti potenzialmente idonei a questi impianti terapeutici per diverse ragioni, tra cui l’inadeguatezza dei rimborsi riconosciuti dalle Regioni, la scarsità di Centri specializzati, le liste d’attesa e la scarsa informazione dei pazienti.

Un recente studio pubblicato su “Farmeconomia – Health Economics and Therapeutic Pathways” dal titolo “Artificial Urinary Sphincters as a Treatment for Post-Prostatectomy Severe Urinary Incontinence in Italy: a Cost-Utility Analysis” analizza per la prima volta la sostenibilità economica e sociale delle terapie esistenti, mettendo a confronto gli Sfinteri Urinari Artificiali e i presidi per incontinenza, calcolando cioè i costi diretti, indiretti e sociali. Lo studio, condotto dal CEIS, identifica tra gli attuali approcci all’incontinenza il sistema AMS800 come la soluzione economicamente più sostenibile per il SSN italiano. 

Lo SUA AMS800, nato dalla ricerca Boston Scientific, pur compiendo 50 anni di storia è ancora sottoutilizzato. Grazie ai suoi aggiornamenti, il sistema si è rivelato a tutt’oggi la migliore opzione terapeutica in termini di costo/efficacia rispetto agli altri presidi per incontinenza urinaria. L’analisi dei costi dell’incontinenza urinaria in Italia ha mostrato, infatti, un impatto economico rilevante a carico del Sistema Sanitario Nazionale, pari a 842.5 euro annui per paziente derivanti dall’utilizzo previsto di 4 pannoloni al giorno anche se solitamente, come mostrato in letteratura e da dati real world, tali pazienti ne consumano almeno una decina.

Nella prospettiva del SSN, la tecnologia AMS800 risulta essere altamente costo/efficace rispetto ai pannoloni, e dominante rispetto agli altri sfinteri. Se, invece, si considerano i costi  a carico del paziente e/o l’impatto su qualità e dignità di vita, AMS800 risulta sempre dominante.

L’analisi rileva, oltre ai benefici economici, anche implicazioni psicologiche di grande valore e un importante miglioramento della qualità di vita del paziente. A seguito dell’impianto di AMS800, il paziente arriva infatti a ridurre drasticamente l’impiego di pannoloni che passano da una decina a 0/1 al giorno.

Per questo, la soluzione terapeutica rappresentata dagli Sfinteri Urinari Artificiali ha un notevole impatto sociale, permettendo alla maggior parte dei pazienti di riacquistare la qualità e la dignità di vita necessarie per il reintegro nel mondo lavorativo.

Commenta, in proposito, il Professor Francesco Saverio Mennini – Research Director EEHTA del CEIS della Facoltà di economia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Presidente della Sihta: “L’utilizzo dello sfintere urinario artificiale rappresenta una innovazione “disruptive”, in quanto determina un cambiamento radicale nella gestione dei pazienti incontinenti. L’utilizzo dello sfintere artificiale per la cura dell’incontinenza urinaria maschile post-prostatectomia per tumore prostatico, oltre a migliorare la salute del paziente e la sua qualità di vita, si dimostra una scelta vantaggiosa per il SSN e per la Società dal punto di vista economico, con una prevista riduzione dei costi superiore al milione di euro. Questo risultato è generato dalla riduzione degli eventi avversi, dal raggiungimento dello stato di continenza totale e dal miglioramento della qualità di vita dei pazienti, rispetto alle terapie conservative attualmente utilizzate.”

Lo Studio auspica pertanto che l’accesso a queste soluzioni terapeutiche sia facilitato e reso possibile a un numero sempre più ampio di pazienti, riconoscendo l’indiscusso valore terapeutico, economico e sociale degli impianti degli SUA per migliorare la qualità della vita, accompagnato anche da un importante impatto ambientale.

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