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E’ stato presentato alla Clinica Bonvicini di Bolzano, il nuovo acceleratore lineare high-tech in dotazione al Servizio aziendale di Radioterapia dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige.

La presentazione ufficiale del nuovo acceleratore lineare del Servizio aziendale di Radioterapia, si è tenuta all’aperto sulla terrazza della Clinica Bonvicini. Il Primario del Servizio Martin Maffei ha potuto salutare, tra i presenti, il Direttore generale dell’Azienda sanitaria Florian Zerzer, il Direttore sanitario Pierpaolo Bertoli, il Direttore del Comprensorio di Bolzano Umberto Tait, oltre al Presidente della Clinica Paolo Bonvicini e diversi altri rappresentanti dell’Azienda e del Comprensorio. Anche l’Assessore alla salute, non presente, ha voluto esprimere i suoi saluti e congratulazioni direttamente al Primario.

Questo gioiello tecnologico, si aggiunge agli altri due già in dotazione e completerà la gamma di apparecchiature ultramoderne del Servizio aziendale di Radioterapia. Gli attuali acceleratori, di ultima generazione, consentono di lavorare più velocemente e con alta precisione, aumentando la qualità che il Servizio offre ai pazienti oncologici nella lotta contro il cancro. Nonostante i tempi difficili di pandemia, la sostituzione e la messa in funzione dell’apparecchio è avvenuta, grazie all’impegno di tutti, senza grosse difficoltà.

“Siamo riusciti a garantire il trattamento radiante a tutti i pazienti oncologici, nonostante le numerose difficoltà legate al Covid, grazie all’impegno e alla disponibilità di tutto il team di reparto e con il sostegno dell’Azienda Sanitaria abbiamo ulteriormente migliorato la nostra offerta terapeutica” ci tiene a sottolineare con soddisfazione il primario Martin Maffei, prima di passare il microfono al Direttore generale Florian Zerzer, che nel suo breve discorso ha sottolineato gli sforzi compiuti per stare al passo con i tempi.

 “Nel campo della Radioterapia Oncologica, così come in generale in campo oncologico, negli ultimi anni sono stati compiuti enormi progressi, ma c’è ancora molto da fare. L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha investito e investirà anche in futuro risorse economiche per garantire ai pazienti i trattamenti più moderni. Anche la collaborazione con la Radioterapia di Innsbruck e con la Protonterapia di Trento nell’ambito dell’Euregio consente un’ulteriore importante offerta in campo radioterapico.” Anche Pierpaolo Bertoli e Umberto Tait hanno sottolineato, nei loro interventi, lo straordinario lavoro del Servizio ringraziando i collaboratori per l’impegno profuso e ricordando anche la pluriennale e proficua collaborazione con la Clinica Bonvicini.

La messa in funzione del nuovo acceleratore lineare ha portato novità e significativi miglioramenti tecnologici. Nell’area di ingresso delle sale di trattamento il paziente viene ora identificato in modo univoco grazie al riconoscimento facciale biometrico. Tutte le apparecchiature a disposizione del servizio dispongono di un sistema per l’irradiazione sotto controllo dei movimenti respiratori ove viene rilevato in tempo reale, attraverso uno scanner, il respiro del paziente. Questo sistema è particolarmente indicato per il trattamento radiante dei carcinomi mammari, perché protegge ulteriormente il cuore, soprattutto in caso di contemporanea chemioterapia o immunoterapia. Inoltre questo acceleratore è dotato, primo in Italia, di un nuovo sistema di posizionamento a precisione submillimetrica e di  monitoraggio del paziente durante il trattamento radioterapico.

“Questo ci permette di migliorare ulteriormente la qualità della radioterapia e delle irradiazioni” illustra il primario che continua “In un prossimo futuro prenderà piede anche in Radioterapia l’intelligenza artificiale, tuttavia rimane importante continuare a investire nel personale medico, tecnico e infermieristico. Soprattutto perché la Radioterapia è una disciplina molto tecnica e quindi un’assistenza empatica del paziente è di grande rilevanza. Il compito principale del radio-oncologo è quello di predisporre ed eseguire, insieme ai tecnici sanitari di radiologia medica e ai fisici, i trattamenti più idonei per i pazienti. E possibilmente con i più moderni strumenti e standard scientifici disponibili.”

I radio-oncologi sono medici con una grande conoscenza sia tecnica che clinica e con una visione olistica della terapia oncologica, che partecipano alle collegiali interdisciplinari portando il loro contributo attivo a tutte le decisioni terapeutiche che riguardano il paziente oncologico.

La Radioterapia è un trattamento estremamente economico che in taluni casi può sostituire la chirurgia e la chemioterapia. È una componente centrale della terapia contro il cancro, specie in questo momento di emergenza sanitaria dove gli interventi chirurgici sono stati ridotti al minimo. Oggi la Radioterapia ha un ruolo fondamentale nel trattamento curativo di quattro pazienti su dieci.

“Il trattamento radiante consiste in un dettagliato lavoro di squadra tra medici, tecnici, fisici e infermieri, cosicché possiamo offrire una terapia di alto livello, precisa e sicura.” conclude Maffei.

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