Il “voice shaming” non è un fenomeno marginale: quasi il 75% delle persone con balbuzie ha subito esperienze discriminatorie legate al proprio modo di parlare almeno una volta nella vita. È quanto emerge dal 3° Annual Report dell’Osservatorio Voice Shaming presentato dall’Associazione Vivavoce in occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla Balbuzie. Lo studio è stato presentato in Regione Lombardia, dal fondatore dell’associazione Vivavoce Giovanni Muscarà, insieme a Antonio Schindler, Direttore Scientifico Osservatorio Voice Shaming, e Jubin Abutalebi, Comitato Scientifico Osservatorio Voice Shaming, e alla presenza dell’assessore regionale alla famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità, Elena Lucchini.
Lo studio è stato condotto su un campione di 131 adolescenti, giovani adulti e adulti di età compresa tra i 17 e i 52 anni con diagnosi di balbuzie, e quest’anno si è focalizzato sull’analisi dell’impatto psicologico e sociale della derisione e dell’esclusione subito da chi è vittima di voice shaming.
Il rapporto conferma che il voice shaming è una realtà diffusa, manifestandosi principalmente attraverso l’imitazione e la derisione, seguite da commenti negativi e fino ad arrivare all’esclusione vera e propria da parte di un gruppo.
“Le forme di discriminazione legate alla voce vengono troppo facilmente sottovalutate – spiega Giovanni Muscarà, Presidente dell’Associazione Vivavoce – eppure, l’impatto del voice shaming è tutt’altro che trascurabile. Questo fenomeno colpisce in profondità e lascia segni duraturi, indipendentemente dalla gravità con cui tali episodi vengono percepiti dall’esterno, in quanto la voce è molto più di un semplice strumento di comunicazione: è una parte essenziale della nostra identità. Come Associazione Vivavoce, crediamo che riconoscere la serietà di queste forme di esclusione sia un contributo importante per la costruzione di una società davvero inclusiva”.
La quasi totalità delle vittime riferisce che il voice shaming ha avuto un effetto significativo sul proprio benessere psicologico. Analogamente, il fenomeno ha inciso sul modo di pensare a sé stessi per il 90,8% degli intervistati e sulle relazioni con gli altri per l’89,8%. In termini di scelte di vita, il 74,5% dei partecipanti ha dichiarato che subire questa forma di derisione o esclusione ha influenzato in qualche modo decisioni importanti nel corso della vita.
“Per le persone con balbuzie, l’esperienza di derisione o esclusione legata al modo di parlare, anche in forme che appaiono come semplici ‘prese in giro’, alimenta ansia, depressione e pensieri negativi, e condiziona le scelte personali, scolastiche e professionali e le relazioni”. Il voice shaming incide profondamente sul benessere psicologico di chi lo subisce.
I risultati del 3° Annual Report evidenziano anche che il voice shaming amplifica l’impatto auto-percepito del proprio disturbo comunicativo. La balbuzie impatta sulla qualità della vita per oltre la metà delle vittime di derisione o esclusione per il modo di parlare; al contrario, questo avviene “soltanto” nel 12% dei casi per coloro che non hanno subito discriminazione.
“L’impatto negativo della balbuzie è notevolmente amplificato nel caso si subiscano forme di voice shaming. Il fatto di essere discriminati per il modo di parlare – spiega Antonio Schindler, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Voice Shaming di Vivavoce – genera infatti un circolo vizioso tra esperienza discriminatoria, disagio emotivo e riduzione delle opportunità di espressione.”
Il voice shaming è associato a sintomatologia ansioso-depressiva e pensieri disfunzionali. Oltre l’85% delle vittime di voice shaming ha riportato sintomi di ansia da moderata a elevata, rispetto al 63% tra coloro che non l’hanno subito. Il 50% dei soggetti vittime di VS presenta sintomi depressivi, mentre la percentuale scende al 15% tra coloro che non hanno vissuto esperienze di voice shaming.
Inoltre, la frequenza con cui si provano emozioni negative o con cui si hanno comportamenti evitanti è maggiore nei soggetti vittime di voice shaming rispetto a chi non l’ha sperimentato.
Anche il pensiero ripetitivo negativo è una costante per chi ha subito voice shaming, così come la difficoltà a gestire le emozioni in maniera funzionale.
