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“Tra il dire e il fare”: online la web serie IBSA sull’importanza della vitamina D

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È online “Tra il Dire e il Fare”, la web serie realizzata da Format MEDICOM e promossa da IBSA Farmaceutici Italia, dedicata al tema dell’ipovitaminosi D e all’importanza della vitamina D per la salute.

La serie, composta da sei episodi della durata media di circa 9 minuti, è disponibile integralmente sull’ecosistema digitale proprietario di IBSA. Nonostante l’Italia sia un Paese soleggiato, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa il 60% della popolazione presenta livelli insufficienti di vitamina D, con picchi superiori al 70% nella popolazione anziana.

Il progetto nasce per colmare un divario concreto: quello tra l’informazione corretta in ambito salute e ciò che, nella pratica quotidiana, viene realmente messo in atto.

A supporto dell’efficacia del linguaggio audiovisivo, uno studio Google & Ipsos evidenzia come le creatività video ben strutturate possano generare fino al 30% in più di attenzione e un incremento significativo della memorabilità del messaggio. Un dato che conferma come la qualità narrativa incida direttamente sull’efficacia delle campagne di Disease Awareness.

La Disease Awareness nel 2026 non può e non deve più limitarsi alla divulgazione: deve diventare esperienza narrativa progettata, validata e misurabile.

La comunicazione sanitaria tradizionale, basata su informazione unidirezionale e contenuto tecnico, non è più sufficiente a generare cambiamento comportamentale. Tra il Dire e il Fare” dimostra che oggi la comunicazione della salute deve essere progettata come esperienza, non come semplice trasmissione di dati.

“Oggi la compliance non nasce dall’allarmismo, ma dalla riconoscibilità narrativa. Se il paziente non si vede nel racconto, difficilmente agirà nel reale. L’audiovisivo consente di fare Disease Awareness senza una call to action di prodotto, utilizzando l’infotainment per connettersi al paziente senza perdere la compliance regolatoria”, dichiara Dario Nuzzo, autore televisivo, giornalista e fondatore del Metodo MEDICOM.

Il progetto è stato sviluppato secondo una logica di engagement misurabile, con l’obiettivo di trasformare l’informazione scientifica in esperienza narrativa capace di aumentare comprensione, memorabilità e fiducia.

Format MEDICOM® è un metodo proprietario di comunicazione audiovisiva applicato al settore farmaceutico. Un modello di progettazione culturale della comunicazione sanitaria che integra narrazione emozionale, validazione scientifica certificata e distribuzione omnicanale in contesti regolati, con l’obiettivo di rendere la divulgazione scientifica più accessibile senza comprometterne l’autorevolezza.

Il progetto sarà presentato come caso studio all’interno del Master in Divulgazione Scientifica dell’Università di Siena, nel modulo dedicato all’evoluzione dello storytelling farmaceutico, in programma a maggio 2026. Un riconoscimento accademico che consolida il valore metodologico dell’iniziativa e ne evidenzia la replicabilità in altre aree terapeutiche.

Il progetto rappresenta un punto di convergenza tra industria farmaceutica, accademia, territorio e linguaggio audiovisivo. La narrazione si sviluppa su un doppio registro: alla componente di fiction, che mette in scena situazioni concrete e riconoscibili, si affiancano contenuti di approfondimento con clinici che riprendono i temi emersi nell’episodio e li contestualizzano scientificamente.

A fare da guida scientifica è un Board multidisciplinare composto da specialisti in ambito reumatologico, ortopedico e OSTEO metabolico, che garantisce solidità, correttezza e coerenza dei contenuti divulgativi.

Elemento distintivo del progetto è l’ambientazione: il patient journey attraversa sei tra i Borghi più belli d’Italia, intrecciando salute e quotidianità nei luoghi e nelle comunità.

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio de I Borghi più belli d’Italia, che ne ha riconosciuto il valore culturale e territoriale. Le riprese, realizzate tra giugno e luglio, hanno coinvolto Maruggio, Monteverde, Montechiarugolo, Laigueglia, San Gemini e Clusone, rendendo i borghi parte integrante del racconto.

L’integrazione tra salute e territorio rafforza un modello di comunicazione responsabile che mette al centro non solo la patologia, ma la persona nel suo contesto sociale e culturale, generando un dialogo tra informazione scientifica e vita quotidiana.

“Con “Tra il Dire e il Fare” abbiamo voluto dimostrare che comunicare la salute significa creare le condizioni perché l’informazione corretta entri nella vita delle persone, generando fiducia e consapevolezza. Il progetto rappresenta un modello replicabile di integrazione tra narrazione, territorio e validazione scientifica, aprendo la strada a nuove modalità di Disease Awareness fondate su esperienza, responsabilità e misurabilità”, conclude Dario Nuzzo.

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