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Riabilitazione robotica: nuove tecnologie all’avanguardia all’Istituto di Agazzi

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Un’area robotica all’avanguardia per una completa riabilitazione ortopedica e neurologica è stata allestita all’interno dell’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi. La struttura alle porte della città di Arezzo ha concretizzato un importante investimento in tecnologie per dotarsi di macchinari di ultima generazione finalizzati a una presa in carico “total-body” di pazienti di ogni età, dai bambini agli adulti, con trattamenti per gli arti superiori e per gli arti inferiori. Il centro A-Rìa dell’Istituto di Agazzi è, da sempre, un punto di riferimento nazionale per l’utilizzo della robotica per la riabilitazione e il recupero delle funzioni motorie danneggiate da traumi ortopedici o da patologie neurologiche, dunque la scelta è stata ora di potenziare ulteriormente l’offerta terapeutica attraverso un’area sempre più specializzata e in grado di integrare competenze cliniche avanzate con l’innovazione tecnologica più sofisticata.

Ogni dispositivo potrà essere personalizzato in base alle esigenze del singolo paziente, dando il via a trattamenti che prevedono la ripetizione di corrette azioni neuromotorie che vengono lentamente e automaticamente assimilate, con il terapista che potrà modulare l’intensità e la frequenza del movimento da svolgere, portando risultati scientificamente provati in termini di velocità ed efficacia. Le strumentazioni robotiche sono già state installate all’interno dell’unità operativa di neuroriabilitazione dell’Istituto di Agazzi, con l’équipe specialistica diretta dal dottor Marco Caserio che, in questi giorni, sta perfezionando il training formativo per poter trattare i primi pazienti già dal mese di luglio. «L’Istituto di Agazzi può vantare ora una strumentazione robotica con pochi pari in Italia – spiega il dottor Caserio, – con uno spazio all’avanguardia che permetterà di personalizzare ogni percorso riabilitativo, migliorando l’efficacia dei trattamenti e riducendo i tempi di recupero, con l’obiettivo di restituire ai pazienti la migliore qualità di vita possibile. La novità, inoltre, è rappresentata dalla possibilità di poter utilizzare queste tecnologie anche con l’età pediatrica, per permettere all’innovazione di aiutare le persone a star bene in ogni fase della loro vita».

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