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Oltre 10 miliardi di euro per i nuovi ospedali: al Politecnico di Milano il confronto su come misurare l’innovazione e orientare gli investimenti

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Come valutare l’impatto dell’innovazione in una fase di profondo rinnovamento delle nostre infrastrutture sanitarie? È attorno a questo interrogativo che si è sviluppato il 4° Annual Meeting del Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures, dal titolo “Next Generation Hospital: misurare l’innovazione”, ospitato al Politecnico di Milano. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, ricerca e industria su come rendere le trasformazioni possibili, fornendo a decisori pubblici e operatori strumenti utili a orientare le scelte strategiche.
Il dibattito si colloca in una fase di rinnovamento dell’edilizia ospedaliera italiana. Una stagione segnata dall’avvio di nuovi programmi di investimento che si affiancano alle risorse del PNRR, dedicate alla sanità territoriale con oltre 60 nuovi ospedali attualmente in fase di progettazione o realizzazione in Italia e una progressiva riduzione del peso delle degenze tradizionali a favore di attività diagnostiche, chirurgiche e diurne. Un cambiamento che incide direttamente sull’organizzazione degli spazi e sulle modalità di pianificazione degli interventi infrastrutturali.
Il valore complessivo degli interventi supera i 10 miliardi di euro, in larga parte sostenuti da risorse pubbliche attivate attraverso gli Accordi di Programma Stato-Regioni, cui si aggiungono forme di partenariato pubblico-privato e un ruolo crescente di INAIL.
In questo scenario diventa centrale la capacità di valutare l’efficacia delle soluzioni introdotte, affinché la spesa generi strutture più efficienti, sostenibili e capaci di migliorare nel tempo la qualità dell’assistenza.
I risultati presentati durante l’Annual Meeting mostrano come automazione e intelligenza artificiale possano contribuire in modo significativo all’efficienza organizzativa degli ospedali. I sistemi automatizzati di gestione del farmaco permettono di ridurre fino al 50% i tempi operativi legati alla distribuzione dei medicinali. Secondo il Report JRP HI 2025, la logistica automatizzata consente inoltre di riallocare fino al 30% del tempo infermieristico da attività a basso valore aggiunto, mentre l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla gestione dei flussi e dei posti letto
è associata a riduzioni della degenza media fino al 10–15% e dei tempi di attesa fino al 20%. La Piattaforma osserva anche un cambio di passo nell’introduzione della robotica, con il 40% delle attività ospedaliere non-cliniche che verranno svolte da robot nei prossimi decenni.
La misurabilità dell’innovazione emerge così come elemento decisivo per accompagnare questa fase di trasformazione. «Dopo aver definito cosa intendiamo per ospedale di nuova generazione, oggi il vero tema è come misurarlo – sottolinea Stefano Capolongo, Presidente della Piattaforma di ricerca JRP HI e Professore del Politecnico di Milano –. Senza strumenti di misurazione condivisi non è possibile migliorare, confrontare esperienze o orientare correttamente gli investimenti pubblici. In una fase caratterizzata da risorse rilevanti e da cambiamenti rapidi dei modelli organizzativi e tecnologici, la disponibilità di indicatori comuni consente di trasformare l’innovazione da obiettivo teorico a risultato verificabile, rendendo le scelte progettuali e gestionali più trasparenti ed efficaci nel tempo».
Dal confronto tra le Regioni Lombardia, Veneto, Sicilia, Calabria, Piemonte e Campania, insieme alla Provincia Autonoma di Trento, impegnate nei programmi di rinnovamento dell’edilizia sanitaria, è emerso un quadro condiviso nella fase di passaggio dalla pianificazione alla realizzazione degli interventi. Le principali criticità riguardano le tempistiche amministrative e la necessità di rafforzare le competenze tecniche della Pubblica Amministrazione nella gestione di opere complesse, mentre sul piano progettuale si consolidano modelli orientati al rafforzamento della rete dei servizi sul territorio, allo sviluppo delle attività ambulatoriali e all’integrazione con la ricerca. Le amministrazioni regionali hanno inoltre evidenziato l’esigenza di un maggiore supporto tecnico e finanziario per accelerare programmi di rinnovamento ritenuti indispensabili, anche alla luce di un patrimonio edilizio ospedaliero in larga parte obsoleto: oltre il 60% degli ospedali italiani ha infatti più di 50 anni.

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