Nell’anno in corso, 501.922 persone si sono trovate in condizioni di povertà sanitaria. Significa che hanno dovuto chiedere aiuto a una delle 2.034 realtà assistenziali convenzionate con Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure che, altrimenti, non avrebbero potuto permettersi. Rispetto alle 463.176 del 2024, c’è stato un aumento dell’8,4%.
Le persone in condizioni di povertà sanitaria sono prevalentemente uomini e persone in età adulta. Particolarmente importante la quota di minori, che sono 145.557, più degli anziani che corrispondono al 21,8%. Considerando le condizioni di salute, i malati acuti superano i malati cronici.
Nel 2024 la spesa farmaceutica complessiva delle famiglie è pari a 23,81 miliardi di euro, 171 milioni di euro in più rispetto al 2023. Di questi, tuttavia, solo 13,65 miliardi di euro sono a carico del SSN.
Restano quindi 10,16 miliardi pagati interamente dalle famiglie. Nonostante tra il 2024 e il 2023 si registri un calo di questa tipologia di spesa, in sette anni è cresciuta di 1,78 miliardi di euro. Nel 2018, infatti, la quota totalmente a carico dei nuclei familiari era pari a 8,37 miliardi di euro.
La spesa non coperta dal SSN riguarda tutte le famiglie, anche quelle in condizioni di povertà, che devono pagare interamente il costo dei farmaci da banco a cui si aggiunge il costo dei ticket.
È quanto emerge dal 12° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria. I dati verranno presentati il 2 dicembre 2025 in un convegno promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.
Il Rapporto è stato realizzato grazie al contributo incondizionato di IBSA Italy e ABOCA.
Nel 2024, quasi una persona su dieci ha rinunciato a visite o esami specialistici nei 12 mesi precedenti. Il 6,8% della popolazione ha rinunciato, prevalentemente, per le lunghe liste d’attesa, mentre il 5,3% per ragioni economiche.
«I dati sulla povertà sanitaria ci restituiscono, anche quest’anno, un quadro preoccupante per migliaia di famiglie. Banco Farmaceutico aiuta a curarsi chi non può permetterselo, praticando, grazie al sostegno e insieme a migliaia di volontari, farmacisti, aziende e cittadini, la gratuità. Ma una cura costituita da un’autentica attenzione alle esigenze e alla dignità di chi si trova in condizioni di povertà, non può limitarsi alla pur necessaria risposta immediata al bisogno: deve comprenderlo in fondo, anche attraverso un lavoro di approfondimento culturale e scientifico. Perché più profonda è la conoscenza, più efficaci saranno le risposte», ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico ETS.
