L’aumento del numero di applicazioni mHealth non ha automaticamente portato a un aumento della loro effettiva adozione. Anche strumenti gratuiti, etici e ben progettati soffrono di un basso tasso di utilizzo nel lungo periodo. «Per capire cosa guida veramente la partecipazione attiva, occorre andare oltre i modelli tradizionali centrati su privacy, benefici individuali o fiducianell’app» spiega Michael Andreas Zaggl.
È proprio in questo quadro che si inserisce lo studio NEOMA. «Abbiamo analizzato come gli utenti interagiscono realmente con l’app, dalla frequenza d’uso al tempo trascorso sulle diverse funzioni, per individuare i fattori che determinano un coinvolgimento sostenuto», aggiunge Zaggl.
Lo studio ha preso in esame quattro componenti principali: rischi percepiti legati all’uso dell’app; benefici personali attesi; fiducia nella piattaforma; impatto sociale percepito.
Il risultato è sorprendente: solo l’impatto sociale percepito, ovvero il contributo a una causa collettiva è realmente correlato a un uso costante dell’app.
«La nostra ricerca mostra che, quando gli utenti sentono di partecipare attivamente a un progetto utile per la collettività, come sostenere la ricerca o far avanzare la conoscenza, la loro motivazione cresce in modo significativo», sottolinea Zaggl.
Questa dinamica evidenzia una dimensione spesso ignorata nello sviluppo delle app sanitarie: gli standard attuali privilegiano aspetti tecnici, legali e medici, mentre i fattori sociali ed etici dell’esperienza utente sono altrettanto centrali per ridefinire il rapporto tra cittadini e salute digitale, come sottolineato da NEOMA e in linea con le recenti osservazioni della Haute Autorité de Santé. In quest’ottica, considerare gli utenti non solo come destinatari di un servizio ma come veri attori dell’ecosistema della salute pubblica significa progettare applicazioni che rendano visibile l’impatto collettivo dei dati, valorizzino il contributo alla ricerca e favoriscano un senso di appartenenza a una comunità attiva.
Con questa ricerca, NEOMA si posiziona come un attore chiave nella riflessione sull’innovazione digitale etica applicata alla salute. In un’epoca in cui l’utilizzo delle tecnologie mobili è crescente ma il coinvolgimento reale resta limitato, l’approccio proposto evidenzia un nuovo equilibrio tra autonomia personale e partecipazione al bene collettivo.
NEOMA continuerà a esplorare il ruolo delle motivazioni sociali nell’adozione delle tecnologie sanitarie, con ulteriori iniziative e collaborazioni scientifiche attese per i prossimi mesi.
