Si è tenuto in questi giorni all’Ospedale di Parma uno dei primi Corsi di formazione sui nuovi trattamenti di Radioterapia Oncologica per urologia. Nato dalla solida collaborazione fra urologi e radio–oncologi, il Corso ha consentito di condividere metodologie e competenze fra l’Urologia del Professor Umberto Maestroni e la Radioterapia Oncologica guidata dalla Dottoressa Nunziata D’Abbiero.
Non a caso, in un ospedale “di provincia” ma visionario, aperto alle innovazioni, orientato a team multidisciplinari di esperti e alla medicina personalizzata, così da ampliare le possibilità di intervento per gli innumerevoli pazienti che soffrono di neoplasie e gravi patologie urologiche e si rivolgono quotidianamente al Centro parmense.
I numeri che riguardano affluenza, trattamenti e interventi confermano che l’Ospedale è un Centro di riferimento di alto profilo non solo per il territorio ma anche per molti pazienti da fuori Regione.
Le procedure affrontate nel Corso, spesso come alternativa alla chirurgia radicale, prevedono i nuovi trattamenti di Radioterapia Sterotassica, cioè radioterapia mirata che permette di somministrare adeguate radiazioni in poche frazioni. Tuttavia, le elevate dosi per ogni seduta impongono una attenzione particolarmente rigorosa alla protezione degli organi a rischio , in particolare del retto. La novità terapeutica è ora rappresentata dall’impiego – sotto guida ecografica – di un distanziatore protettivo in hydrogel che viene iniettato con precisione millimetrica nell’area anatomica fra il retto e la prostata. Ponendosi come un vero e proprio “spaziatore”, distanzia la prostata irradiata dalla parete anteriore del retto ed esercita una protezione molto elevata, in piena sicurezza per il paziente. Nello stesso tempo, con una procedura minimamente invasiva, vengono inseriti piccolissimi semi d’oro nella prostata, così da monitorare anche le più piccole evoluzioni o alterazioni della patologia.
Messo a punto negli USA e suffragato da numerosi studi scientifici, il nuovo trattamento con hydrogel viene effettuato in modo “personalizzato” sul singolo paziente, di cui vengono valutate l’anatomia pelvica, il rischio oncologico, le funzioni urinarie, le aspettative di qualità della vita. La dose di radiazioni risulta ridotta di oltre l’80%, con massima protezione del retto e dei tessuti circostanti e minore tossicità.
Le sperimentazioni iniziali, e, ora, il primo Corso sulla nuova procedura hanno registrato notevole consenso e consentito all’Ospedale di Parma di ottenere per primo la certificazione per questo trattamento di comprovata efficacia oncologica che apre prospettive di grande rilievo nel settore urologico. Tanto è che un secondo Corso di formazione, messo a punto in collaborazione fra diversi comparti ospedalieri, è già programmato, sempre all’Ospedale di Parma, nel mese di aprile.
