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Una banca del plasma iperimmune con sede all’Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ASST di Mantova. La struttura sarebbe in grado di raccogliere e conservare il plasma iperimmune prelevato non solo a Mantova, ma anche nei territori limitrofi, contribuendo così all’autosufficienza regionale. 
Questo il progetto promosso dall’associazione Boom di Brescia, che coinvolge il direttore della Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Massimo Franchini. L’iniziativa è stata presentata oggi alla presenza del direttore generale Raffaello Stradoni e, per l’associane Boom, della fondatrice Marcella Deantoni, di Gianluigi Turla, Alberto Bonometti e Alessandro Nobis.
La scelta di Mantova è legata alla notevole esperienza acquisita in questi mesi da Franchini e dal personale medico, biologo, infermieristico e tecnico nell’ambito della donazione, validazione e assegnazione del plasma iperimmune. A tutt’oggi, infatti, a Mantova sono stati arruolati più di 500 donatori di plasma iperimmune e trasfusi circa 300 pazienti. 
A Mantova, inoltre, sono operativi ben 5 progetti sul plasma iperimmune approvati dal comitato Etico Val Padana. Infine, Massimo Franchini è membro per l’Italia del progetto della Comunità Europea sul plasma iperimmune SUPPORT-E, che ha lo scopo di dettare gli standard per la raccolta e l’utilizzo del plasma iperimmune.
L’iniziativa si prefigge anche di: instaurare una collaborazione con le altre banche del plasma iperimmune nazionali al fine di garantire l’autosufficienza italiana, secondo quanto indicato dal CNS; collaborare con le altre banche del plasma europee nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale; promuovere e partecipare a progetti di ricerca nazionali ed internazionali al fine di implementare le conoscenze sui meccanismi di azione e sull’utilizzo del plasma iperimmune nel Covid; inviare il plasma raccolto eccedente all’industria farmaceutica per la produzione di immunoglobuline iperimmuni anti-Covid; istituire una banca del plasma permanente che possa diventare operativa rapidamente in caso di future pandemie.
Il plasma convalescente raccolto dai servizi trasfusionali e codificato secondo il gestionale in uso in Lombardia viene inviato alla banca del plasma iperimmune di Mantova dove è sottoposto a eventuale virus-inattivazione e dove viene congelato entro 6 ore dal prelievo con abbattimento della temperatura e conservato in appositi congelatori dedicati a temperatura uguale o inferiore a –30 °C. 
La banca del plasma si occuperà anche della validazione finale del plasma iperimmune, nel caso in cui l’emocomponente debba essere lavorato e dell’invio alle strutture ospedaliere richiedenti o all’industria per la plasmaderivazione con produzione di immunoglobuline iperimmuni. Si punta a raccogliere almeno 1.000 unità di plasma iperimmune, corrispondenti a 2.000 dosi terapeutiche.
Un progetto ambizioso, che richiede una spesa complessiva di 300mila euro.

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