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Oltre l’89% dei pazienti con cancro alla prostata primario trattati con Cyberknife, a distanza di sette anni dal trattamento, non ha sviluppato recidive di malattia. Sono i risultati dello studio di follow up presentati dagli esperti del Centro Diagnostico Italiano in occasione del 15° congresso dell’International Stereotactic Radiosurgery Society.  

Lo studio ha coinvolto 221 pazienti con un’età media di 74 anni affetti da carcinoma prostatico clinicamente localizzato e che nel periodo 2007-2016 sono stati trattati con radioterapia corporea stereotassica, utilizzando Cyberknife. A distanza di oltre 7 anni il tasso di sopravvivenza libera da recidiva del PSA è dell’89,1%.

Giancarlo Beltramo, responsabile radiochirurgia Cyberknife del Centro Diagnostico Italiano commenta: “I risultati a lungo termine da noi conseguiti confermano l’efficacia della radioterapia stereotassica ipofrazionata estrema realizzata con il robot radiochirurgico Cyberknife nel trattamento del cancro alla prostata localizzato. Un trattamento che produce tassi di controllo biochimico di malattia sovrapponibili a quelli riscontrati con la chirurgia, livelli di tossicità acuta e tardiva simili o inferiori a quelli registrati della radioterapia conformazionale (nella nostra casistica abbiamo riscontrato tassi di tossicità tardiva genito urinaria nel 3% dei pazienti secondo scala RTOG a 7 anni) con impatto minimo o nullo sulla qualità della vita del paziente. Questi fattori insieme, ci suggeriscono che la strada intrapresa è quella corretta se confrontati con altre modalità di radiazione e suggeriscono fortemente la durabilità dei nostri risultati”.

Lo studio è stato realizzato dall’Unità di imaging diagnostica e radioterapia stereotassica del Centro Diagnostico Italiano in collaborazione con la divisione di oncologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e il dipartimento di neurochirurgia dell’Istituto Neurologico Carlo Besta.

Il Cyberknife è un robot radiochirurgico per il trattamento delle patologie tumorali ed altri disturbi funzionali del sistema nervoso. La strumentazione è costituita da un acceleratore lineare montato su un braccio robotico mobile capace di spostarsi in tutte le direzioni intorno al paziente, tanto da potersi collocare in 1.500 posizioni differenti, coordinandosi con i movimenti respiratori del paziente. Il Cyberknife invia con precisione circa 150 fasci di radiazioni di spessore millimetrico, consentendo di somministrare dosi molto elevate di radiazione senza, tuttavia, danneggiare i tessuti sani circostanti.

Nel contesto dell’ISRS gli esperti del Centro Diagnostico Italiano hanno inoltre presentato i risultati preliminari dell’attività clinica per il trattamento del melanoma uveale, un tumore maligno intraoculare primitivo frequente in età adulta, con radioterapia stereotassica frazionata con Cyberknife. I risultati dello studio retrospettivo mostrano un metodo sicuro, minimamente invasivo e ben tollerato dal paziente.

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