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Sharp è stata la prima al mondo a esporre le particelle di coronavirus presenti nell’aria agli ioni Plasmacluster. Dopo circa 30 secondi, è stata osservata una riduzione delle particelle virali di circa il 90%. Lo studio di laboratorio è stato condotto in collaborazione con il Centro Nazionale delle Ricerche per il Controllo e la Profilassi delle Malattie Contagiose, Istituto di Medicina Tropicale dell’Università di Nagasaki, da esperti del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Shimane e da membri della Japanese Society for Virology. L’Università di Nagasaki, in particolare, è un’autorità riconosciuta a livello internazionale nel campo della ricerca sulle malattie infettive.

La pandemia “Coronavirus Disease 2019”, causata dal nuovo coronavirus, è stata ufficialmente rilevata per la prima volta nel dicembre 2019. A ottobre 2020, più di 37 milioni di persone in tutto il mondo erano state infettate dal virus e circa un milione erano decedute. La pandemia rappresenta un’importante sfida per la società e richiede che vengano attuate contromisure in molti settori.

Già nel 2004, Sharp aveva dimostrato l’efficacia della tecnologia brevettata Plasmacluster Ion, utilizzata nei purificatori d’aria dal brand, contro il coronavirus felino, che appartiene anch’esso alla famiglia delle Coronaviridae. L’anno successivo, Sharp ha potuto dimostrare l’efficacia della sua tecnologia contro il coronavirus originale della SARS che ha causato l’epidemia del 2002-2003 ed è geneticamente simile al nuovo coronavirus. In un recente test in laboratorio, Sharp ha mostrato l’efficacia della tecnologia Plasmacluster contro il SARS-CoV-2 nelle goccioline trasportate nell’aria.

Dal 2000 Sharp collabora con organizzazioni di ricerca indipendenti in tutto il mondo per dimostrare l’efficacia della sua tecnologia Plasmacluster. Allo stesso tempo, è stata confermata la sicurezza degli ioni Plasmacluster. Sharp continuerà a condurre ulteriori studi per dimostrare la validità di questa tecnologia, in grado di offrire un importante contributo alla società.

Il Dr. Jiro Yasuda, professore presso il Centro Nazionale delle Ricerche per il Controllo e la Profilassi delle Malattie Contagiose, Istituto di Medicina Tropicale all’Università di Nagasaki ha commentato:

“I disinfettanti, come l’alcool e i detergenti, sono ampiamente riconosciuti come efficaci nel ridurre la presenza di virus sui materiali, tuttavia esistono poche contromisure efficaci per la contaminazione via aerea (microdroplets), come ad esempio quella di indossare una mascherina. É stata dimostrata un’efficace inattivazione della SARS-CoV-2 nelle goccioline trasportate dall’aria grazie alla tecnologia Plasmacluster. Ci si aspetta che possa essere utile per ridurre il rischio di infezione in locali come uffici, appartamenti, strutture sanitarie e veicoli”.

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