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Pubblicato sulla prestigiosa rivista «JAMA» lo studio di un team internazionale di ricercatori padovani e britannici che dimostra come un alterato senso dell’olfatto o del gusto possa essere un indicatore precoce di infezione da SARS-CoV-2. L’obiettivo della ricerca era di stimare la prevalenza, l’intensità e il timing di insorgenza di un alterato senso dell’olfatto o del gusto nei pazienti con infezione da SARS-CoV-2. «Abbiamo condotto una indagine trasversale su 202 pazienti in isolamento domiciliare moderatamente sintomatici con infezione da SARS-CoV-2 diagnosticata mediante PCR – spiega il prof.Paolo Boscolo Rizzo, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova e Professore Associato alla Clinica di Otorinolaringoiatria di Treviso -. I dati hanno evidenziato come alterazioni dell’olfatto o del gusto siano frequentemente segnalate da pazienti moderatamente sintomatici con infezione da SARS-CoV-2 e spesso sono il primo sintomo della malattia. Poiché soggetti paucisintomatici sono importanti diffusori della malattia, suggeriamo l’auto-isolamento per i pazienti che lamentano un’alterazione dell’olfatto o del gusto, in attesa dell’esecuzione e dell’esito del tampone, durante la pandemia di COVID-19. Proponiamo inoltre l’inclusione delle alterazioni dell’olfatto o del gusto negli elenchi dei sintomi pertinenti di COVID-19 riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.» Questo quanto emerge dallo studio. Un’alterazione del senso dell’olfatto o del gusto è stato riportato da 130 pazienti. Altri sintomi frequenti sono stati l’astenia, la tosse secca o produttiva e la febbre. Tra tutti i pazienti, il momento di insorgenza delle alterazioni del senso dell’olfatto del gusto rispetto agli altri sintomi era come segue: precedente gli altri sintomi nell’11,9%, contemporaneamente all’insorgenza degli altri sintomi nel 22,8% e successivo agli altri sintomi nel 26,7%. Un’alterazione dell’olfatto o del gusto è stata segnalata come l’unico sintomo nel 3% dei pazienti.Un’alterazione del senso dell’olfatto o del gusto era più frequente tra i 105 soggetti di sesso femminile rispetto ai 97 di sesso maschile.

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