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In occasione di LILT for Men – Percorso Azzurro, campagna che ogni novembre punta i riflettori sui tumori maschili, la LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumoriattiva un’indagine sugli uomini italiani e il loro rapporto con la prevenzione attraverso una ricerca condotta da SWG per LILT. Su un campione di 1.000 uomini tra i 18 e i 64 anni, è stato portato alla luce un atteggiamento diffuso di sottovalutazione del rischio e di sopravvalutazione delle proprie conoscenze e competenze, che rimangono generiche, soprattutto in ambito oncologico.
Eppure, sempre secondo la ricerca di SWG, i tumori rimangono la malattia più temibile per il 69% degli intervistati, molto più di altre patologie neurodegenerative, cardiologiche, epatiche altrettanto gravi o del diabete. Da questo punto di vista colpisce che oltre il 50% del campione intervistato, dichiari di non avere mai fatto visite di controllo e che il dato cambi di poco anche tra coloro che si sentono a rischio. Con particolare riferimento ai tumori maschili,il 74% dichiara di non essersi mai sottoposto a una visita ai testicoli, dato che arriva al 77% tra i giovani. Vanno leggermente meglio gli screening che interessano la prostata tra gli over 50, dove la maggior parte degli intervistati ha fatto almeno una volta nella vita una visita di controllo, segno che le campagne di prevenzione su questa patologia hanno dato i loro frutti.
Il 50% dei maschi intervistati dichiara come ragione principale per non essersi mai sottoposti a una visita il fatto di non essere stati mai consigliati a farlo, segno della forte carenza di una cultura della prevenzione maschile, che va alimentata con forza da tutti gli attori in gioco nel campo della salute.
In questo contesto l’effetto di Covid-19 appare ambivalente: da un lato ha generato una dichiarata maggiore attenzione di fondo alla situazione sanitaria, dall’altra rischia di alimentare significativamente un atteggiamento fatalista che potrebbe ulteriormente deresponsabilizzare il singolo di fronte ai rischi di salute e alle pratiche di prevenzione.
“Questa ricerca evidenzia una carenza di educazione alla salute: gli uomini italiani non sembrano consapevoli a sufficienza dei rischi e trascurano la minaccia dei tumori maschili” ha detto il Presidente della LILT Nazionale Francesco Schittulli“ per questo come LILT abbiamo voluto fortemente la campagna Percorso Azzurro: dobbiamo ricordare agli italiani l’importanza del controllo periodico” e ha continuato “soprattutto sensibilizzare i più giovani, che hanno la cattiva abitudine di ricorrere a internet quando hanno un problema di salute e che andrebbero accompagnati in un percorso di cultura della prevenzione. In questo, come emerge anche dalla ricerca di SWG, è indispensabile il supporto dei medici di base e delle Istituzioni, che insieme devono contribuire ad accrescere la propensione a farsi visitare”.

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