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Primo trattamento in Italia di aritmia sopraventricolare con Pulsed Field Ablation

È stato eseguito presso la Clinica Montevergine di Mercogliano, ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research, il primo trattamento in Italia di aritmia sopraventricolare mediante tecnica di Pulsed Field Ablation ovvero ablazione a campi elettrici pulsati in configurazione lineare, utilizzando il nuovo catetere FaraPoint.

Si tratta di un’evoluzione tecnologica rispetto alla tecnica finora considerata gold standard per il trattamento di queste anomalie elettriche del cuore, ossia l’ablazione con radiofrequenza, offrendo al tempo stesso un profilo di sicurezza più elevato per il paziente.

“La procedura rappresenta un unicum in Italia – spiega il dott. Francesco Solimene, responsabile dell’Unità di Elettrofisiologia della Clinica Montevergine – perché è stata applicata per la prima volta a un paziente affetto da flutter atriale, un’aritmia sopraventricolare causata da un circuito elettrico anomalo nel cuore che determina una contrazione atriale molto rapida e regolare. Il nuovo catetere lineare FaraPoint, più piccolo e progettato per il trattamento di aritmie diverse dalla fibrillazione atriale, utilizza energia selettiva a campi pulsati che consente di intervenire sulle cellule bersaglio del tessuto cardiaco senza danneggiare i tessuti circostanti”.

L’ablazione tradizionale con radiofrequenza o crioterapia, pur essendo molto efficace nel creare una cicatrizzazione del tessuto responsabile dell’aritmia, può determinare effetti collaterali sui tessuti adiacenti all’area trattata.

L’elettroporazione, invece, impiega impulsi ad altissimo voltaggio a campi elettrici pulsati, applicate al tessuto per un tempo estremamente breve, nell’ordine dei microsecondi. Questo provoca micro-rotture della membrana cellulare che interrompono l’aritmia, senza effetti dannosi sugli organi vicini.

“Attraverso una puntura eseguita nella vena femorale il catetere viene introdotto nelle camere cardiache – continua il dott. Francesco Solimene – Il cardiologo interventista esegue una mappatura elettroanatomica che permette di ricostruire con precisione l’anatomia del cuore e di posizionare il catetere esattamente nell’area da trattare, preservando i tessuti circostanti e rendendo l’intervento più mirato ed efficiente”.

Nel caso specifico, il paziente – un uomo di 60 anni, obeso e con cuore dilatato sia nelle camere destre sia in quelle sinistre, affetto da flutter atriale ricorrente nonostante la terapia farmacologica – era giunto all’attenzione dell’équipe di elettrofisiologia guidata dal dott. Solimene con sintomi quali palpitazioni, respiro corto e stanchezza. Dopo il trattamento con la nuova tecnica ablativa, il paziente è stato dimesso a sole 24 ore dall’intervento.

“L’introduzione della PFA su piattaforma lineare apre nuovi scenari terapeutici, ampliando le possibilità dell’ablazione in elettrofisiologia e confermando il ruolo centrale dell’innovazione tecnologica nella pratica clinica – dichiara il professor Giuseppe Speziale, vicepresidente di GVM Care & Research e cardiochirurgo presso il Santa Maria Hospital di Bari e l’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma . Un risultato che rappresenta un passo importante nell’evoluzione delle terapie per le aritmie cardiache”.

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